Lara Como: «Varese tornerà nostra Proprio come Gallarate»

La Provincia Varese - 17/11/2016

«Centrodestra, basta liti: con la Lega bisogna stabilire delle regole di convivenza, come faceva Berlusconi con Bossi. Varese? L’ha persa il centrodestra, ma tornerà nostra come è stato con Gallarate». La versione di Lara Comi, eurodeputata e coordinatrice di Forza Italia in provincia di Varese, fresca di rielezione come vicepresidente del gruppo del Partito Popolare Europeo al parlamento di Bruxelles. «Rieletta, sì, con un ottimo risultato, terza su undici. Ringrazio tutti i colleghi stranieri perché in un momento in cui l’Italia è un po’ in difficoltà è stato un premio per il lavoro svolto in due anni e mezzo». Come è vista l’Italia, “appesa” tra il referendum e il veto al bilancio dell’Unione? Qui tutti continuano a farmi domande sul referendum, e tanti pensano che sia per decidere se l’Italia resta dentro o fuori l’Europa. C’è molta attenzione nei confronti dell’Italia, anche per la questione del veto sul bilancio. Ma è tutto slittato a dopo il 4 dicembre. Sarà uno spartiacque anche per il rapporto con l’Europa? Qui in Europa non si capisce perché tutta questa agitazione per una riforma sulla Costituzione. Hanno in mente Cameron e Orban che si sono giocati tutto sul referendum ma il dentro o fuori del Brexit era una decisione che cambiava la storia. Ma è un carico da 90 che ha messo Renzi, se l’è cantata e se l’è suonata da solo. Prevarrà il Sì o il No? I sondaggi danno il No in vantaggio, ma viste l’esperienze Brexit e Trump, posticipo i giudizi alla sera tardi del 4 dicembre, anche perché ci sono troppi indecisi. Ma girando sul territorio, la gente è molto più attenta quando parli di lavoro, disoccupazione, Europa. La campagna referendaria è partita troppo presto, è estenuante. È una di quelle scadenze che fermano la politica italiana? Ormai quando ti chiedono un appuntamento con il ministro, o per discutere di nuovi provvedimenti, già noi per primi rispondiamo di aspettare il 4 dicembre. Unica eccezione il tema dell’immigrazione. Anche il centrodestra sembra fermo… L’errore più grande è litigare all’interno del centrodestra, in particolar modo in Forza Italia. Le dispute tra Toti e Parisi non mi piacciono, perché fanno solo allontanare gli elettori. A loro non interessano questioni di poltrone. È per questo che sto lavorando pancia a terra con la mia associazione “Siamo italiani”. E, devo dire, la gente partecipa con numeri importanti, perché non parliamo di poltrone ma di problemi reali, e non c’è una logica di partito. Diventerà un partito o è ancora presto per dirlo? Innanzitutto non è una struttura contro Forza Italia, perché è stata condivisa con il presidente Berlusconi. Io non faccio associazioni contro o tantomeno correnti, non è nel mio stile. È un’esperienza che serve a recuperare quelle persone che hanno lavorato in Forza Italia e vanno valorizzate, ma soprattutto gli indecisi e le persone che si sono allontanate. Poi che Forza Italia debba rinnovarsi e cambiare totalmente è fuori discussione. Tra Parisi e Salvini però è polemica continua… Ma basta. Io non ho nulla contro la Lega, con Roberto Maroni ho un buon rapporto. Ma con la Lega bisogna stabilire delle regole di convivenza, come faceva Berlusconi con Bossi: non diktat ma valori condivisi per stare insieme. Bossi allora era più debole di Berlusconi, mentre Salvini oggi rivendica di essere il più forte… E qui sbaglia, perché nonostante l’inattivismo che ha, Forza italia mantiene sempre il suo zoccolo duro. Lo dico serenamente, quando ci riorganizziamo torniamo al 20-25% senza problemi. Ma Berlusconi continuerà a essere il leader? Leader, è e rimarrà, ma c’è bisogno di un segretario di partito. Io non metto in discussione Berlusconi, non sono Marine Le Pen che accoltella il padre per avere in mano il partito. Detto questo, c’è bisogno di un segretario di partito e di scegliere candidato con le primarie, per sapere dove andiamo. Forza Italia ha ancora futuro? Io mi auguro che ci sia innanzitutto una riunificazione del centrodestra, perché siamo abituati ad essere un partito del 30%, non dell’11. Poi che si chiamerà Forza Italia o Centrodestra 2.0 si vedrà. Dipenderà anche dalla legge elettorale? Prima guardiamo a casa nostra e poi pensiamo alla legge elettorale. E Varese, come la vede? Sono contento di Forza Italia in provincia di Varese, mi sembra un’isola felice rispetto a tante altre realtà, grazie a persone come Luca Marsico, Nino Caianiello, Ciro Calemme, Marcello Pedroni, Roberto Leonardi. C’è una bella Lara Comi, eurodeputata e coordinatrice di Forza Italia in provincia di Varese « I sondaggi danno il No in vantaggio ma viste le esperienze con Brexit e Trump posticipo i giudizi squadra. La sconfitta alle amministrative è stata metabolizzata? Incidente di percorso leghista. Colpa della Lega? Forza Italia ha fatto molto ma molto di più di altri partiti per Paolo Orrigoni, lo si è visto in modo eclatante. Se queste sono le premesse, riuscirete a riconquistare Varese? La prima scadenza che abbiamo è Regione Lombardia. Varese è fondamentale, ma come abbiamo visto a Gallarate dopo che il centrosinistra amministra per un mandato, la gente non li vota più. Ricordiamoci sempre che Varese l’ha persa il centrodestra, non l’ha vinta il centrosinistra.n