Lago, i tuffi possono attendere

ia l’inquinamento dal Lago di Varese. La battaglia pianificata e programmata da Regione Lombardia con i comuni e molti enti scientifici e territoriali, è cominciata, dopo la sottoscrizione dell’Accordo quadro per il risanamento. E sono in arrivo anche alcune novità. Una maxiboa supertecnologica verrà collocata al centro del lago per raccogliere dati, quasi “h 24”. sulla salute delle acque.

Controlli e campionamenti serrati e moltiplicati nel tempo e nello spazio. Se incontrate i tecnici dell’Ats Insubria a prelevare campioni d’acqua alla Schiranna, al lido di Gavirate e al pontile dell’Isolino Virginia a Biandronno, sappiate che si tratta dei monitoraggi disposti in accordo con Regione Lombardia all’interno del patto siglato un mese fa .

L’indicazione però “non balneabile” è praticamente impossibile che possa cambiare da qui a fine stagione, poiché i conti si fanno, appunto, al temine del periodo delle verifiche (ancora il 5 giugno, il 3 e 24 luglio, il 7 agosto e i 4 settembre). Altri due monitoraggi sono stati eseguiti in aprile e in maggio. La “tradizione” del Lago di Varese indica che l’inquinamento algale è sempre presente e con il caldo il rischio della proliferazione di cianobatteri, cioè di alghe potenzialmente tossiche, si ripresenta. Storicamente, invece, l’inquinamento microbiologico, che si può tradurre in inquinamento fognario da escherichia coli ed enterobatteri intestinali, è più contenuto. Ciò non toglie che ci vorrà del tempo per risanare il bacino lacustre e tornare a fare tuffi. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, in uno degli ultimi incontri sull’argomento, ha detto che non si sbilancia a indicare date per un progetto così complicato, ma la strada è aperta ed è anche già intrapresa.

Non solo. In attesa che si concretizzi il progetto del ministro all’Ambiente Sergio Costa di un tavolo di lavoro ministero-Regione per il lago, l’attività dell’assessorato all’Ambiente regionale, coordinato da Raffaele Cattaneo, continua. «Le attività stanno proseguendo con le tempistiche previste e con la collaborazione dei soggetti coinvolti – afferma l’assessore Raffaele Cattaneo -. Lunedì approveremo lo schema di accordo di collaborazione con Cnr, l’Istituto di ricerca sulle acque di Verbania e l’Università degli studi dell’Insubria per le parti di monitoraggio a corredo delle attività di Arpa e Ats Insubria, mentre a breve approveremo l’accordo di collaborazione con la Provincia per lo studio, la progettazione e la riattivazione del prelievo ipolimnico». Da una parte, infatti, vi sono i monitoraggi condotti da Ats Insubria, sotto la regia dell’Unità operativa complessa di Igiene e sanità pubblica e della biologa Elena Tettamanzi, referente per Salute, ambiente e balneabilità. Vi sono i controlli “in parallelo” condotti da Arpa Lombardia che valutano soprattutto i parametri chimico-fisici sulla tutela dell’ambiente. E vi sarà questa grande boa intelligente che verrà posta al centro del lago, sempre sotto il coordinamento di Arpa, e che più volte al giorno (i tempi della taratura devono essere ancora messi a punto) dirà come sta l’acqua del bacino lacustre, prendendo in considerazione vari parametri, dal Ph alla concentrazione dell’ossigeno a una speciale misurazione della clorofilla collegata alla presenza di cianobatteri. Inoltre sono in partenza la ricognizione delle reti fognarie sulla base di studi e rilievi del reticolo e i test sui vari sfioratori di piena, molti dei quali andranno adeguati alle reali necessità ambientali per ”captare” l’inquinamento. Sono cinque la macroazioni messe nero su bianco nell’Accordo quadro per il risanamento. La segreteria tecnica, sotto la regia di Daniele Magni della Regione, si riunirà già il prossimo mese per valutare le prime iniziative sugli scarichi fognari. Una seconda boa intelligente sarà installata poi nel Maggiore, alla foce del Bardello, per valutare lo stato di salute delle acque che sfociano appunto nel Verbano.