«Lago di Varese, l’impegno è concreto Ma servono milioni di euro»

«La campagna elettorale è terminata e, se si vuole essere seri e ascoltare le relazioni che vengono fatte, mi sembra che il lavoro uscito dal comitato direttivo dell’Osservatorio lago dell’altro giorno sia molto chiaro e concreto». Il consigliere provinciale delegato all’Ambiente, Valerio Mariani, ribatte così alla delusione espressa da alcuni sindaci dei Comuni rivieraschi, coordinati dal primo cittadino di Buguggiate Cristina Galimberti, i quali avevano detto di aspettarsi, dall’incontro a Villa Recalcati, un passo più concreto verso l’avvio del risanamento del lago di Varese. «Il comitato tecnico-scientifico ha presentato scenari concreti di soluzione -specifica Mariani- Al comitato direttivo è stato spiegato chiaramente che la soluzione più consona rimane la riattivazione del prelievo ipolimnico, ma accompagnata da un intervento importante, che deve essere fatto da subito, sui carichi di fosforo immessi dall’esterno». Molto pertinente, secondo Mariani, l’intervento del Comune di Varese con la proposta di accordo per concretizzare un programma di lavoro, con obiettivi, tempi, costi e protagonisti ben specificati. «Il problema vero è che occorrono molti soldi, nell’ordine di milioni di euro -prosegue il consigliere provinciale- Anche solo la riattivazione dell’impianto ipolimnico comporterebbe spese consistenti. L’impianto attuale non è accettabile, perché ricreerebbe gli stessi problemi per i quali è stato spento. Quindi, per un intervento di sistemazione minimale, si parlerebbe di 300mila euro, mentre un intervento importante, con una tubazione a sifone posta tra lago e Bardello che risolverebbe anche il problema dei cattivi odori, implicherebbe una spesa di un milione e 300mila euro». Tale intervento dovrebbe essere comunque accompagnato «dall’avvio della sistemazione dei collettori e degli sfioratori per gli scarichi esterni, lavori che ammonterebbero a circa sette milioni di euro. Regione Lombardia ha ringraziato per il lavoro della Provincia, lavoro che l’Osservatorio aspetta da quando è stato costituito, cioè dal 2006, mentre noi, con il nostro mandato, siamo presenti dal 2014».

Il gestore unico Alfa è stato informato e Ato ha messo a disposizione un investimento di più di 400mila euro per fare un ulteriore approfondimento su collettori e sfioratori. «Si sta lavorando, quindi -conclude il consigliere-, ma, alla base di tutto, ci sono decisioni da prendere e soldi da trovare».