Lago Ceresio – Il sub nel Grande Malato «Le acque stanno meglio»

La Prealpina - 11/01/2022

 Le acque del Lago Ceresio stanno meglio e sono più pulite. Lo dicono i numeri, le analisi e l’occhio nudo. Ma anche chi vive il bacino d’acqua dal suo interno ha notato un miglioramento. Si tratta dei sub dell’associazione Proteus che, all’interno del progetto Lake Watching, si sono immersi e hanno visto che il “grande malato” sta rispondendo alle cure.

La foresta invisibile

Evidentemente, quindi, i lavori dedicati alla depurazione delle acque e di sistemazione delle fogne, con tanti milioni di euro investiti da vari enti, stanno continuando a dare i loro frutti: «In acqua – spiega Nicola Castelnuovo, il sommozzatore che si è immerso con Emilio Mancuso per l’iniziativa coordinata da Filippo Camerlenghi – la protagonista del Ceresio è quella che noi chiamiamo foresta invisibile. Si tratta del fitoplancton». Vale a dire l’insieme degli organismi autotrofi fotosintetizzanti presenti nel plancton, in grado di sintetizzare sostanza organica a partire dalle sostanze inorganiche disciolte, utilizzando la radiazione solare come fonte di energia.

Ma soprattutto il fitoplancton si trova alla base della catena alimentare nella grande maggioranza degli ecosistemi acquatici, producendo inoltre la metà dell’ossigeno totale creato dagli organismi vegetali della Terra.

«Verde vuol dire vita»

«In particolare l’effetto principale del fitoplancton è quello di dare il colore al lago – aggiunge Castelnuovo -. Quando lo vediamo verde, per esempio, non è sporco, ma è vivo. Si tratta di un protagonista sconosciuto perché di solito si guardano i pesci. Ma in realtà la vita di un lago dipende dal fitoplancton».

A esso si affianca il plancton animale (zooplancton), che svolge un ruolo di erbivoro del lago, mangiando le microalghe. «A seguito di queste nostre osservazioni – conclude il sub – lo stato del Lago Ceresio non è malvagio. Dopo aver subìto, nei decenni scorsi, un forte impatto umano a seguito degli scarichi reflui e fognari che hanno provocato l’aumento di fertilizzante e, quindi, di alghe, ora abbiamo notato una situazione decisamente più positiva. Il collettamento fognario, evidentemente, sta dando risultati e ci si sta avvicinando a una migliore qualità ambientale nel complesso».

Recentemente questa situazione è stata confermata anche dalla Regio insubrica, attraverso il gruppo di lavoro “Qualità delle acque”.

L’ente svizzero ha ricordato in particolare i progetti Interreg IT-CH “Acqua Ceresio”, di cui è in corso la progettazione e anche il “Patto per la Lombardia”, di cui è prevista la conclusione entro la fine del 2022.

L’impegno della Regio Insubrica

Nell’ultimo anno si sono poi rilevati dei progressi, e la Regio ha sottolineato in particolare la revoca del divieto di balneazione nella zona di Porto Ceresio e dintorni, definita un passo importante ma non ancora definitivo verso una risoluzione completa delle criticità riscontrate. In affiancamento alle attività in corso, a livello di Regione Lombardia sono previsti dei finanziamenti ulteriori per il completamento del percorso di risanament