Lago a secco, traghetti più leggeri

È scattato il divieto di imbarco dei Tir. Il livello del Verbano in continua discesa

 

LAVENO MOMBELLO È scattata ieri pomeriggio l’ordinanza di divieto di imbarco dei mezzi pesanti sui traghetti che collegano Laveno a Intra. Si tratta della prima soglia, quella che porta da 440 quintali di carico massimo a pieno carico ai 380, e che coinvolge principalmente i Tir che trasportano il cemento verso la sponda piemontese e quelli che trasportano i massi provenienti dalle cave del Vco. Il divieto scatta non per il basso pescaggio delle motonavi traghetto, ma per il divario che si viene a creare fa il livello delle stazioni di attracco di Intra e Laveno, rispetto ai pontili di imbarco dei traghetti.

Il livello del lago che continua nel suo trend in discesa: ieri a mezzogiorno aveva già raggiunto i 7 centimetri sotto lo zero idrometrico, come registra la stazione di monitoraggio della Protezione civile di Laveno Mombello. E purtroppo continua a scendere visto che in entrata alla stessa ora si registravano 107 metri cubi d’acqua dai vari affluenti al lago, fiumi e torrenti, mentre in uscita dallo sbarramento posto a Golasecca, quello della Miorina, come rileva il Consorzio dei Laghi, erano 179 di metri cubi d’acqua al secondo. Il divario quindi fra entrata e uscita è evidente.

Se il lago continuerà a scendere con questo ritmo, è probabile che si raggiunga prima del fine settimana la seconda soglia di limitazione agli imbarchi dei mezzi pesanti sui traghetti, quella dei 200 quintali a pieno carico, mentre la terza soglia è poi quella dei 100 quintali.

I mezzi pesanti che superano le portate massime saranno costretti a compiere il lungo giro del lago passando attraverso il “Ponte di Ferro” a Sesto Calende.

Non siamo di fronte ad una magra eccezionale, nulla a che fare infatti con quella del 1976, quando all’inizio di agosto il lago Maggiore scese di 51,5 centimetri al di sotto dello zero idrometrico, tuttavia oltre alla limitazione degli imbarchi sui traghetti e alla sospensione delle corse degli aliscafi all’Isola Madre e agli scali minori, vi è un primo allarme anche per la nautica da diporto, cui viene chiesta la massima cautela nel navigare sotto costa dato il pericolo di scogli affioranti e l’allargamento delle zone di secca che in questo periodo favoriscono i vacanzieri con spiagge più ampie.

Altra particolare attenzione viene poi posta ai muraglioni dei porti o di riva delle note passeggiate rivierasche, visto che un così basso livello del lago implica un pericolo di escavazione delle fondamenta con la presenza di moto ondoso. La situazione potrebbe mutare solo con l’arrivo delle piogge, che stando ad alcuni servizi meteo, come quello di Locarno Monti, sarebbero in arrivo per il fine settimana.

Questa situazione è legata alla scarsità delle precipitazioni che si sono registrate da luglio ad oggi sul Bacino Imbrifero del Verbano: di fatto, la discesa verso la magra è iniziata sin dal 6 luglio scorso con i temporali che l’hanno solo rallentata.

La situazione è simile a quella dello scorso anno, che aveva portato a una magra molto significativa nel mese di settembre.