L’aeroporto dorme

La Prealpina - 09/04/2020

Le tute
bianche degli investigatori sulla scena del crimine,
diventano la protezione
per i viaggiatori. A indossarle non sono neppure i
medici nei reparti di terapia intensiva degli ospedali: sono i cinesi in fila
composta al Terminal 2 in
attesa di prendere il volo
per Wenzhou. È un’immagine che mostra la possibile trasformazione sociale nel modo di vivere e
viaggiare ai tempi del Covid-19, almeno finché
non si troverà un vaccino.
È questo lo scenario in un
aeroporto avvolto dal silenzio senza il rombo costante degli aerei in arrivo
e in partenza.
Un romanzo distopico
Al Terminal 2 sembra di
essere catapultati in un romanzo distopico. I protagonisti sono i passeggeri
cinesi avvolti nelle loro
tute, indossando maschere da sub per proteggere
gli occhi e i dispositivi
chirurgici con cui tappano naso e bocca, oltre ai
guanti. I bimbi indossano
cappellini con visiere che
proteggono il volto, come
piccoli apicultori. In pochi indossano abiti normali. Non appena arriveranno a destinazione, le
tute bianche o verdi, saranno buttate via.
La lezione dei cittadini
della prima nazione colpita dal Covid-19 è legata
al distanziamento sociale,
la misura di sicurezza è
ben oltre il metro.
Mentre sono in coda per
passare dai controlli è difficile farli procedere: si
viaggia dai 2 ai 3 metri tra
ogni persona. Persino le
forze dell’ordine hanno
modificato il loro modo
di lavorare, devono vegliare sulla sicurezza legata alla salute. Sono i
primi a dare l’esempio.
Caffè con mascherina
Come si beve il caffè con
la mascherina? Come la
togliamo? Dove la mettiamo? Sono le domande
di chi sta imparando a
convivere con gli strumenti di protezione di
fronte all’unico bar che
offre ristoro alle partenze
del Terminal 2. Ci si avvicina con cautela: la
nuova etichetta prevede
di seguire le linee sul pavimento che hanno preso
il posto dei tavolini rimossi. Ogni persona deve
stare in un rettangolo delimitato dalla segnaletica
orizzontale. Una nuova
ritualità: tutti lontani, prima di toccare qualsiasi
oggetto si puliscono le
mani con un po’ di amuchina dal dispenser pubblico.
Piste senza trattorini
Impressiona il passaggio
dal frastuono di uno dei
luoghi più rumorosi del
mondo all’innaturale silenzio di questi tempi. Gli
aerei easyJet ordinati come se fossero stati posizionati per realizzare una
foto suggestiva. Invece
sono un pugno nello stomaco perché a bordo pista
non si vedono sfrecciare i
trattorini carichi di bagagli, né le auto del personale. I mezzi in circolazione si contano sulle dita
di una mano. Non si sente
neppure l’odore di cherosene che fa arricciare il
naso.
Gli schermi spenti
Il Terminal 1 è chiuso e
quasi deserto. Camminando si possono sentire i
propri passi. Gli schermi
sono spenti. È rimasta una
delle donne senza dimora
che vivono all’interno:
nessuno ha avuto il coraggio di farla traslocare. Sono il personale addetto alle pulizie e gli addetti allo
scalo a vegliare su un luogo che sembra essersi addormentato.