L’Accademia Marchesi rimane un’incognita

La Provincia Varese - 05/12/2016

«Immobile discretamente conservato». Questo è il responso di un sopralluogo all’interno di villa Mylius che i tecnici del comune di Varese e i consiglieri di maggioranza hanno svolto sabato mattina. La villa è stata donata al comune dalla fondazione Cattaneo il 21 dicembre 2007. Il parco è stato aperto al pubblico il 27 giugno 2008. Ma la villa in questi anni è sempre rimasta totalmente chiusa, se non per sporadiche occasioni (come la presentazione della Città dei Bambini che avvenne in un paio di locali al piano terra dell’edificio nel dicembre 2010). «Alcuni consiglieri hanno chiesto di vedere com’è lo stato dell’edificio e, di conseguenza, abbiamo deciso di organizzare un sopralluogo – spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati – L’immobile non sta cadendo a pezzi ma è chiaro che, come qualsiasi edificio che rimane inutilizzato, ci sono problemi di manutenzione, tanto più che qui stiamo parlando di un edificio storico. Non ci sono comunque situazioni di emergenza su cui intervenire». Anche sul futuro dell’immobile, che un accordo di programma prevede di convertire nell’Accademia del Gusto di Gualtiero Marchesi, non ci sono tappe a cui dare seguito nell’immediato. «Qualche settimana fa si è riunita la segreteria tecnica, al momento bisogna capire come dare attuazione all’accordo – continua Civati – Se in piazza Repubblica intervenire è urgente per via dei problemi di sicurezza, qui non abbiamo la stessa emergenza. Abbiamo un progetto preliminare su cui stiamo facendo tutte le valutazioni del caso». Il consigliere e segretario cittadino del Pd Luca Paris è rimasto colpito dalla bellezza dei locali, che presentano finiture di pregio. «La villa è conservata molto meglio di quanto mi sarei aspettato, del resto una porzione dell’edificio fino a 10 anni fa era abitata – dice Paris – La visita è stata l’occasione per approfondire i contenuti del progetto e dell’accordo di programma. L’immobile non verrà smembrato per dare seguito all’accordo perché la Soprintendenza ha posto dei vincoli, come la conservazione dei muri divisori interni». Per quanto riguarda lo stato di conservazione: «la villa presenta una vetrata sul soffitto che è molto bella e ben conservata. Purtroppo non tutta la superficie dell’immobile poggia su cantine – continua Paris – Negli ambienti che “poggiano per terra” l’umidità cresce. Il degrado, purtroppo, galoppa in un immobile senza riscaldamento e areazione quotidiana». Anche Paris ritiene che, prima di compiere passi decisivi, sia opportuno fare tutti gli accertamenti relativi all’accordo di programma stipulato con la fondazione Marchesi. «L’importante in questa fase è approfondire i contenuti, poi bisogna soppesare le esigenze della città e capire se questo tipo di funzione abbia un’utilità in senso lato per la città e una funzione di tipo pubblico-collettivo – conclude Paris – Comunque è tutto in divenire diversamente dall’accordo di programma di piazza Repubblica, dove i tempi stringono». n