La via cinese alla Tre Valli In prima nazionale a Varese

La Prealpina - 19/06/2017

Al gatto ha dato il nome Fellini. La sua bicicletta è tricolore, l’idolo Felice Gimondi. Mangia soltanto all’italiana. Eppure si chiama Dave e vive in un paesino sperduto nell’Indiana. Questa sorta di risposta Usa a Nando Mericoni, immortale americano a Roma di Alberto Sordi, è il personaggio chiave di “All american boys”, del 1979, di Peter Yates. Per lui la terra promessa, la patria indiscussa del ciclismo è l’Italia.

Non la pensano diversamente i protagonisti di “To The Fore”, film girato da Dante Lam – un nome che dice molto ai cultori del cinema di Hong Kong – nel 2015. Mercoledì 21, alle 21.30, alla tensostruttura dei Giardini Estensi, verrà proposto in prima nazionale. Non per vezzo ma perché il legame con noi c’è ed è forte.

Già, perché i due ciclisti cinesi al centro della vicenda partono dalle strade di casa ma il loro sogno è correre la Tre Valli Varesine. Nel gran finale troviamo infatti Luino (bella più che mai grazie a un ripresa dall’alto di grande efficacia) con tanto di “cammeo” di Roberto Maroni, governatore della Regione Lombardia, e di Renzo Oldani, presidente della Binda.

La proiezione rientra nel calendario di Cine Bici Festival – sezione di Varese in bicicletta, in programma da oggi a domenica 25 sotto la bandiera Fiab – a cura dei Cortisonici (in pole position Matteo Angaroni e Massimo Lazzaroni) che si sono occupati anche dei sottotitoli in italiano. Di un film ad alto tasso spettacolare, con tanto di soggettiva dell’asfalto, che racconta il mondo del ciclismo senza edulcorarlo. Dalle parti, per capirci, di sangue, sudore e polvere da sparo. Lam non esita a mostrarci minzioni più o meno speciali (almeno in questo Tom Dumoulin non ha inventato nulla), cadute, anche provocate dagli avversari, e gare truccate.

Servito da un ritmo teso, “To The Fore”, che all’attivo ha una doppiamente contrastata storia d’amore, tiene desta l’attenzione anche di chi non impazzisce per il “cavallo a pedali”. Senza rimandi a Varese ma altrettanto se non addirittura più interessante è il film in programmazione questa sera (invariati luogo e orario, ingresso sempre libero): “Una domenica all’inferno”. Datato 1977, è diretto da Jorgen Leth, appassionato della materia, già trattata quattro anni prima in “The Stars and the Waters Carriers”.

Forte di una squadra di un centinaio di tecnici divisi in 27 gruppi, riprese in una sola giornata motivi agonistici, elementi sociali, curiosità, imprevisti e fatti marginali della Parigi-Roubaix del 1976. Documento eccezionale.