La tassa sugli affitti vale 2,75 miliardi

La Prealpina - 13/01/2021

Il Covid non ferma le tasse sulle seconde case o sugli immobili dati in locazione. E la cedolare secca sugli affitti delle abitazioni piace sempre di più ai proprietari di immobili. A otto anni dall’esordio, i contribuenti che l’hanno scelta sono cresciuti di cinque volte, passando dai 504.000 del 2011 ai 2 milioni 545.000 del 2018. I redditi soggetti all’imposta sostitutiva sono balzati da 4,2 a 15,6 miliardi. L’incasso per l’erario è triplicato: da 875 milioni di euro a 2,75 miliardi. È quanto risulta da un’elaborazione di Elexia.

Nel corso degli anni è sceso il valore medio annuale del reddito da locazione soggetto all’imposta sostitutiva. Al debutto, nel 2011, era di 8.363 euro. Nel 2018 è sceso a 6.144 euro.

Sette contribuenti su dieci hanno optato nel 2018 per la formula a canone libero, con una tassazione al 21%. Gli altri tre, invece, hanno scelto il “canone concordato“, erede del vecchio equo canone, con un’imposta ancora più leggera, al 10%.

Il forte vantaggio fiscale ha fatto crescere la schiera di proprietari che hanno scelto di affittare la casa a un canone più contenuto, beneficiando così di una tassazione molto vantaggiosa. Questo segmento, infatti, ha registrato il maggior successo, passando dai 65.000 contribuenti del 2011 ai 793.000 del 2018.

«La diffusione progressiva della cedolare secca», rileva Andrea Migliore di Elexia, «dimostra che è stata adottata da grandi e piccoli proprietari e si è estesa a tutte le tipologie di affitto, facendo così emergere aree una volta sommerse».

«La grande popolarità della cedolare secca», osserva Andrea Migliore, partner di Elexia, «dimostra che quando il fisco applica imposte semplici e in misura ragionevole, i contribuenti si adeguano. Sarebbe utile estendere questo sistema ad altre tipologie di locazione». Secondo una recente rilevazione dell’Agenzia delle Entrate, le case in Italia sono circa 34,7 milioni, di cui 32 milioni di proprietà di persone fisiche e 2,7 di soggetti diversi (imprese ed enti).

Circa il 77% delle famiglie abita in una casa di proprietà, un vero record in Europa. Le abitazioni in affitto sono circa 2 milioni e 820.000, per lo più concentrate nelle grandi città. A Milano, per esempio, le persone che vivono in affitto sono il 42% del totale, a Napoli il 38% e a Roma il 32%. Circa 1,3 milioni di abitazioni sono concesse in uso gratuito, per esempio a figli o familiari e 6,5 milioni sono tenute a disposizione, come seconde case. La cedolare secca si applica ai soli canoni di affitto a uso abitativo, spese condominiali escluse. Il reddito non è assoggettato alle addizionali Irpef regionali e comunali, che gravano in genere per un ulteriore 2%.