La staffetta di Tortu: il “quartetto” ideale di Filippo. E Berruti lo spinge verso i 200

Altra Testata - 30/10/2021

GAZZETTA.IT

 

Anche a Varese Filippo Tortu ha fatto parte di una staffetta a suo modo memorabile. Dopo quella vera, dorata, dei Giochi di Tokyo insieme a Lorenzo Patta, Fausto Desalu e Marcell Jacobs, lo sprinter brianzolo sabato scorso – e Sportweek c’era, per intervistarlo, fotografarlo e scegliere lui come personaggio da copertina per il numero di domani – è stato uno dei tanti grandi atleti invitati alle Ville Ponti da Lella e Alfredo Ambrosetti per la quarta edizione di “Campionissimi”. Così, tra una rimpatriata della Ignis Anni 70, con Dino Meneghin in testa, e un duetto Gelindo Bordin-Alberto Cova, tra gli ori giapponesi Caterina Banti e Federica Cesarini e altri olimpionici come Manuela Di Centa, Valentina Vezzali, Antonio Rossi e Sara Simeoni, Tortu ha deciso di compiere un gesto per lui poco usuale: passare il testimone. Non una volta ma tre. La prima regalando quello originale della finale di Tokyo proprio al padrone di casa Ambrosetti (ideatore dell’omonimo Forum economico di Cernobbio) e poi divertendosi a scambiarselo – per lo shooting fotografico di Sw – con Livio Berruti, il vincitore dei 200 olimpici di Roma 1960, le cui immagini di repertorio hanno talmente emozionato Filippo bambino da farlo innamorare dell’atletica.

PERCHÉ I MANESKIN
Ma a Varese il 23enne olimpionico ha scelto un terzo modo per rivivere in qualche modo l’atmosfera della 4×100 più famosa dello sport italiano: raccontare al nostro magazine chi sono e perché i quattro personaggi, non solo sportivi, con cui comporrebbe il suo quartetto ideale. Ne anticipiamo solo uno, il primo, che però in realtà sono… quattro. «Scelgo i Maneskin», ci ha raccontato Tortu parlando poi anche del suo rapporto con la musica (“Ne ascolto dalla mattina alla sera, di qualsiasi genere”), svelando qual è stata la sua colonna sonora. Un indizio? Una pregevolissima cover italiana di una canzone di Elton John. Ma perché i Maneskin? “Perché col loro trionfo di maggio all’Eurovision (al quale la band romana aveva partecipato dopo la vittoria del Festival di Sanremo; ndr) hanno lanciato a livello internazionale quell’onda italiana di entusiasmo che ha poi “contagiato” il nostro Paese e, in particolare, lo sport”.


I CALZINI DI LIVIO— Le scelte di Tortu, pur senza anticiparvele, svelano un Filippo attento alle tematiche più attuali lontane dagli allori sportivi. Nella lunga chiacchierata non poteva mancare, sia con lui, sia con Berruti, un riferimento ai 200 come nuova frontiera agonistica del velocista da aggiungere a 100 e staffetta. Una prospettiva che l’oro olimpico del 1960 auspica per il suo pupillo. Al quale anche quest’anno, sfruttando l’appuntamento di Varese, ha voluto regalare come da tradizione un paio di calzini sportivi bianchi. “La regola per approcciare al meglio ai 200 è una sola – ha spiegato Berruti –. E cioè provare una sensazione erotica verso la curva, provare piacere per l’ebbrezza della forza centrifuga che si vive in questo momento”.