La speranza non si spegne ancora Niente sfratto per La Quiete

Nuovo accesso dell’ufficiale giudiziario alla clinica La Quiete: ancora niente sigilli per la struttura. Lo sfratto non c’è stato, i lavoratoti hanno guadagnato altro tempo. Nessun sigillo l termine di un lungo incontro tra l’ufficiale giudiziario e la proprietà – ovvero i rappresentanti del gruppo Sant’Alessandro (era presente anche un rappresentante di Ats) – ai lavoratori è stato comunicato che «si va avanti – spiegano i dipendenti – i sigilli non sono stati apposti, non c’è stato sfratto. Per ragioni di riservatezza, così ci è stato comunicato, non poteva esserci detto altro». Il fatto che non ci sia stato sfratto per i dipendenti rappresenta comunque una speranza. La clinica è stata coinvolta in grosso fallimento nel 2009 (da cui è nato un procedimento penale oggi sfociato in un processo in corso). Il gruppo Sant’Alessandro ha acquisito i due rami d’azienda che consentono alla clinica di restare in attività. Ma non ha versato tutto il dovuto al fallimento. Il tribunale ha quindi ordinato lo sfratto dell’attività rendendo il provvedimento esecutivo a dicembre. I lavoratori, riuniti in assemblea permanente, hanno di fatto occupato la clinica continuando a lavorare e a erogare i servizi che da sempre contraddistinguono quest’eccellenza varesina, di fatto neutralizzando due accessi dell’ufficiale giudiziario, traghettando la clinica aperta sino all’asta fallimentare dello scorso 29 marzo. Con la clinica svuotata in seguito all’esecuzione dello sfratto Ats, come da normativa, avrebbe dovuto sospendere le licenze che consentono di operare in ambito sanitario. Per i lavoratori sarebbe stato un disastro: chi avrebbe mai investito in una clinica chiusa sapendo di dover attendere magari un paio d’anni per vedersi ripristinare le licenze? I lavoratori hanno resistito per mesi arrivando all’asta. Che è però andata deserta. Venerdì l’assemblea dei lavoratori ha deciso all’unanimità di continuare l’occupazione. Un passo alla volta Ieri mattina l’ufficiale giudiziario ha eseguito un nuovo accesso. Ancora nessuno sfratto. «Noi andiamo avanti – spiegano i lavoratori – Per ora non ci sono stati comunicati eventuali progetti per il futuro. Ne sappiamo se ci saranno nuovi accessi. Per oggi i sigilli non sono stati apposti e ci accontentiamo». Il gruppo Sant’Alessandro, negli ultimi mesi, ha iniziato a versare ai dipendenti le mensilità arretrate. Non va dimenticato, infatti, che i circa 60 dipendenti hanno lavorato gratis per quattro mesi pur di salvare la clinica. Ora stanno lentamente recuperando il dovuto e il gruppo avrebbe anche iniziato a versare poco alla volta quanto dovuto al fallimento. L’asta andata deserta ha spezzato gli animi, ma non ha piegato i dipendenti. «Noi andiamo avanti» dicono.