La sfida delle imprese al femminile: 12mila capitane a Varese

La Prealpina - 04/11/2016

Sono 156 mila le imprese femminili in Lombardia, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano al terzo trimestre 2016, su un totale italiano di 1,2 milioni. Di queste 52 mila sono a Milano, 22 mila a Brescia, 17 mila a Bergamo, 12 mila a Varese e 11 mila a Monza. Sono 1503 in più di un anno fa in regione, ma 17 mila in meno di cinque anni fa. Ed è degli ultimi sei anni lo slancio delle imprese guidate da una donna, con 62 mila imprese femminili nate in questo periodo, quasi la metà delle esistenti (40%).

«Un tasso crescente che – secondo Federica Ortalli, presidente del Comitato If della Camera di Commercio meneghina – si spiega senz’altro con un più diffuso supporto pubblico all’iniziativa economica delle donne, che trovano spesso nel fare impresa una risposta alla mancanza di soluzioni occupazionali, oltre che una strategia per conciliare lavoro e famiglia».

Si aggiungono poi le 49 mila imprese che hanno circa 10 anni e le 24 mila che ne hanno circa 20. A quota 2807 le imprese femminili ultracinquantenni, nate prima del 1966.

Per Mattia Macellari, presidente dei Giovani Imprenditori di Assolombarda, «le nostre aziende necessitano di continui stimoli per crescere in un mercato sempre più dinamico, con i giovani, che hanno il dovere di essere portatori di innovazione».

Ieri è stato anche presentato l’ottavo Forum Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile sarà a Milano il 10 novembre nella sede de “Il Sole 24 Ore”, con il titolo: “Open your mind, open your business. Sul filo dell’Open Innovation”, focalizzato sulle prospettive dell’innovazione aperta e sul contributo di donne e giovani per il rilancio dell’economia del Paese.

Per Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio del Comune di Milano, «a Milano il lavoro è sempre più declinato al femminile, con il 65% delle donne tra i 20 e i 64 anni occupata. Per questo siano impegnati a sostenere le iniziative volte a conciliare la vita professionale e parentale delle donne». Un’impresa «è anzitutto persone – afferma Mario Parenti, presidente di GammaDonna -. E in questo senso il contributo di donne e giovani può essere determinante».