«La scuola deve guardare oltre E formare i giovani al lavoro»

La campanella è suonata ormai per tutti: sono tantissimi gli studenti che in questi giorni sono tornati sui banchi di scuola, da dove parte il lungo percorso per costruire il loro futuro. E dato che proprio gli studenti sono anche il futuro delle imprese Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese, ha rivolto loro il suo augurio, perché «con la ripresa delle lezioni, si rinnova anche l’impegno formativo di una scuola che deve guardare al di là dei banchi, di famiglie che devono superare i pregiudizi (meglio i licei degli istituti professionali?) e di un’impresa che sa benissimo quali sono le figure necessarie per dare continuità alla vocazione manifatturiera del nostro territorio attraverso vere e proprie “scuole di mestiere”». E andare al di là dei banchi è anche l’obiettivo dell’alternanza scuola lavoro, uno strumento di condivisione di obiettivi, speranze e futuro. «Per il legislatore è spesso difficile comprendere come gli strumenti del lavoro e dell’inserimento professionale siano delicati e strategici per le imprese di piccole e piccolissime dimensioni – sottolinea Galli -. Ecco perché da mesi Confartigianato Varese lavora per sensibilizzare famiglie, scuole e imprese affinché si arrivino a incrociare le aspirazioni dei nostri ragazzi con le offerte curricolari degli istituti superiori, e delle università, e con la capacità delle aziende di accompagnare i giovani nel processo formativo pratico». L’augurio, dunque, è che la campanella scolastica non dia solo una “sveglia” ai tempi della scuola ma anche al sistema in generale: «Scegliere la persona giusta, e lo strumento contrattuale migliore per inserire nuovo personale in azienda significa migliorare prestazioni e business», sottolinea Galli. Il confronto sarà dunque sempre più importante: «Mettersi insieme, confrontarsi su quello che è prioritario per il futuro dei nostri giovani, monitorare i risultati dell’alternanza scuola-lavoro, collaborare con scuole e atenei (mettendo a sistema i loro bisogni con quelli delle imprese), riflettere anche criticamente su quello che si può e si deve fare è un impegno economico, sociale ed etico». I giovani di oggi si stanno preparando alle sfide di domani e «credere nelle imprese – conclude il presidente Galli – significa credere in un’economia sana, in un mercato dinamico, in un modo di lavorare innovativo e creativo. E per i giovani non significa solo fare esperienza in quello che è la conoscenza tecnica della macchina e del suo funzionamento ma anche acquisire esperienze nel fare squadra, nel lavorare in team e nel mettersi in gioco ogni giorno. Significa capire di cosa è fatta la vita perché il lavoro è fatto, prima di tutto, di relazioni umane. Andare nelle aziende è importante anche per questo: il saper fare passa dal saper essere». n