La rivincita di Ilaria Capua «Un risarcimento morale»

Aveva raggiunto l’apice della sua carriera e contribuito a debellare l’influenza aviaria. Eppure un’inchiesta giudiziaria da cui è stata completamente prosciolta, ma per cui ha rischiato addirittura l’ergastolo, l’ha spinta a lasciare l’Italia per andare all’estero. Ieri, a Varese, Ilaria Capua ha ottenuto un risarcimento morale di quanto le è accaduto, grazie alla serata organizzata da Alfredo Ambrosetti a Ville Ponti e intitolata: “Rivincita: parla Ilaria Capua”. In una Sala Napoleonica gremita di quattrocento persone, è andato infatti in onda il docufilm già trasmesso da Sky sulla sua storia e sull’odissea giudiziaria, a cui è seguito un dibattito fra le personalità presenti.

«Certe ferite restano – ha detto la 52enne, oggi a capo del Centro ricerche dell’Università della Florida – ma, alla fine è andata così e io, nella vita, ho sempre cercato di trasformare le difficoltà in opportunità. Gli Stati Uniti d’America sono il sogno che si realizza per uno scienziato, come me, che ha sempre voluto lavorare per il bene e la salute degli altri». Come quando, in Italia, dove si sviluppò il più grande focolaio di aviaria, le sue scoperte furono fondamentali contro l’epidemia. Ma non solo: «Ilaria Capua – ha raccontato il senatore a vita Mario Monti – scoprì la sequenza genetica del virus dell’aviaria e, rinunciando ai benefici personali, volle rendere pubblica la sua scoperta. In ciò ha dimostrato, ancor di più di essere una persona straordinaria».

Ma una persona, élite della scienza, incappata, come ogni tanto capita in Italia, in una vicenda drammaticamente italiana: l’accusa di traffico illegale di virus per arricchimento personale ed epidemia.

L’esito fu il proscioglimento ma i danni, ormai erano stati compiuti. Tanto da spingerla a operare laddove ci sia un Oceano di mezzo. Insomma, ben di più di un cervello in fuga: ma una ferita alla persona e al Paese, come hanno sottolineato le altre personalità intervenute: Silvio Garattini, presidente dell’istituto Mario Negri, Elio Borgonovi, professore emerito dell’università Bocconi e il magistrato Carlo Nordio.

«Ilaria Capua – ha invece detto Ferruccio de Bortoli – è l’esempio di quanto valida sia la scuola e l’università italiana, in cui si preparano delle eccellenze, ma anche di come l’Italia rischi seriamente di finire in un declino oscurantista e antiscientifico. Questa serata la ripaga di tante amarezze perché la scienziata che omaggiamo è un esempio di come gli italiani possano ambire a grandi responsabilità internazionali ed essere in grado di dare un contributo anche per il nostro Paese».

Oppure, come ha detto Alfredo Ambrosetti: «Abbiamo voluto raccontare la sua storia, perché ha dovuto sopportare discriminazioni e atteggiamenti disumani. Ha vissuto un calvario durato anni, con preoccupazioni e umiliazioni, fino alla decisione di lasciare l’Italia». Fino a ieri sera. Quando è tornata, per una serata ma, soprattutto, per la rivincita pubblica di una donna vincente.