La rivincita dei negozianti «Ma la vita non è facile»

Nell’era dei centri commerciali e dell’espansione dell’e-commerce, a Sant’Anna va in scena la rivincita del negozio sotto casa. «Il contatto umano resta insostituibile, e poi questo è un quartiere mediamente anziano: non tutti hanno la possibilità di spostarsi in auto» dicono proprietari e clienti del market Ok Sigma. L’attività gestita dal titolare Giuliano Boem è però una delle poche a resistere in viale Giotto, dove le saracinesche abbassate sono più numerose degli esercizi in attività. «Non è facile portare avanti un negozio in una via un po’ nascosta come questa – premette Boem – ma da quando abbiamo aperto, ovvero dieci anni fa, abbiamo stretto un rapporto molto forte col quartiere. Qui ci si conosce tutti, ci si chiama per nome, si riesce a mantenere un rapporto umano. I clienti non sono numeri, sono persone con un nome e un cognome».

Il negozio di alimentari sotto casa resta dunque un punto di riferimento imprescindibile per un quartiere dall’età media ancora elevata: «Negli ultimi tempi – nota Boem – Sant’Anna si sta ripopolando con l’arrivo di qualche famiglia giovane, ma certo resta un rione con tanta gente anziana». Il che comporta una forte richiesta di servizi da parte dei residenti: «Ci hanno tolto l’Inps (spostata a Villa Gagliardi a Sacconago, nda) – dicono alcuni avventori del negozio -, l’ufficio postale è un buco. Occorrerebbe decentrare qualche servizio per ravvivare un po’ questa zona».

Lo pensa anche il titolare del bar di viale Giotto: «Con tanti sacrifici – sottolinea il barista – riusciamo a sopravvivere, ma qui per i commercianti la vita non è facile. Infatti tanti negozi hanno chiuso e non sono stati sostituiti. Non c’è più nemmeno la lavanderia».

Insomma, quello del market di alimentari resta un esempio felice in un contesto però tutt’altro che semplice. «Oltre a nuovi servizi, servirebbero – suggerisce un residente – anche maggiori controlli per garantire la sicurezza. Ogni tanto si verifica anche qui qualche episodio di vandalismo».

Altri residenti auspicano – ma per la verità senza troppe speranze – che nel “Villaggio” possano insediarsi nuovi servizi e attività: «Vista l’alta età media dei residenti – osserva un altro cittadino – sarebbe utile se ci fosse qualche ufficio a portata di mano. Il trasferimento dell’Inps non è stato preso molto bene da tanta gente. È sembrato un altro segnale di disinteresse. Adesso attendiamo che arrivi la guardia medica nel centro sociale, ma bisogna fare ancora tanto per rianimare un po’ la zona».