«La rivincita dei negozi ora la realizziamo noi»

La Prealpina - 11/04/2017

 

Nelle loro riunioni, i vertici delle associazioni cittadine dei commercianti, si sono parlati in modo diretto. «Ci siamo chiesti – riassume Francesco Dallo, direttore di Ascom – perché una persona dovrebbe venire a Busto, nel nostro centro storico, quindi nei nostri negozi. E delle soluzioni le abbiamo pensate». Ebbene, il calcio alla crisi, «propiziato da dati di tenuta comunque incoraggianti», si può dare con alcune strategie.

Punto primo: le reti d’impresa. «Significa – prosegue – dare servizi di orientamento alle vendite, spingendo sull’e-commerce, sull’uso dei social, ma anche su corsi di gestione dei finanziamenti bancari. Chi ha seguito le indicazioni, sta già avendo risultati». D’altronde, illustra Bruno Ceccuzzi, neo-presidente del Distretto del commercio, «il mondo è cambiato, non possiamo avere la visione nostalgica di mezzo secolo fa, ve lo dice uno che da 60 anni fa questo mestiere». Ascom, dal canto suo, fra le mille proposte ha anche messo a disposizione una psicologa del lavoro «che insegni – dice Dallo – a proporsi e rapportarsi con i clienti. Serve tantissimo».

Queste le basi per lanciare la sfida alle grandi catene commerciali che, dopo aver circondato la città, ora stanno anche invadendo il centro abitato. Così, proprio mentre l’ex Borri vede crescere la nuova Coop («di quella scelta meglio non parlarne, ormai è fatta», mastica amaro Ceccuzzi), i piccoli suonano la riscossa. «Per attirare le persone – riprende il responsabile del Duc – si possono fare cose intelligenti e servono sacrifici. Come ad esempio tenere il più possibile le luci accese, lavorare per offrire più aperture domenicali, compattare le proposte per superare le tanto discusse regole sui periodi promozionali». Ci potrebbe stare anche il discorso della pedonalizzazione «che è un aspetto importante – puntualizza Romeo Mazzucchelli, presidente Ascom – ma va gestito con intelligenza, dotandosi prima di posteggi e una viabilità adeguata». Però, aggiunge Dallo, «se con la nostra strategia intercetteremo nomi di richiamo che occuperanno spazi strategici, poi la chiusura al traffico potrebbe arrivare di conseguenza, automatica».

Ovviamente essere attrattivi vuol dire essere belli anche esteticamente «e operazioni come il rilancio del Cortiletto – aggiunge Ceccuzzi – sono la base di tutto, mentre aspettiamo con ansia che apra piazza Vittorio Emanuele, dove davvero ci sarà un arricchimento per tutti». Insomma, si lavora sul contesto e su quello che il direttore dipinge come «un clima ideale per mostrare che i nostri esercizi lavorano bene e hanno un quid in più che solo nel servizio di vicinato esiste».

Ma la strategia guarda anche alle periferie, come argomenta Ceccuzzi: «Chiariamo che sbaglia chi pensa che si lavori solo per il centro. Quello è il biglietto da visita per richiamare clienti da fuori, i negozi rionali invece sono da valorizzare per quello che offrono ai residenti. Non è minimizzare, bensì capire il ruolo reale su cui lavorare. E allora come Distretto abbiamo chiesto di ampliare l’azione anche sulle periferie, trasferendo un modello che funziona bene e soprattutto facendo da collante per intercettare contributi volti al rilancio». Insomma, è un piano complessivo quello che sviluppa. «Se si vuole vivere, la battaglia è questa qui», chiosa Ceccuzzi con l’aria di chi è convinto di potercela fare.