La ripresa fa sorridere le Pmi

La Prealpina - 27/07/2017

Non sarà brillante o intensa come a inizio anno, ma la ripresa c’è e il tessuto varesino tiene, visto che la maggior parte delle imprese manifatturiere si dichiara ottimista: migliorano tutti i settori a eccezione della gomma-plastica in rallentamento momentaneo. È questa la fotografia scattata dall’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese sul secondo trimestre 2017.

Vanno bene la meccanica (trainata per il 55% dagli ordinativi esteri), e il chimico-farmaceutico che conferma il trend scintillante d’apertura anno, come anche il tessile-abbigliamento. Nella produzione, il saldo complessivo nelle risposte delle imprese intervistate (pari alla differenza tra le segnalazioni di aumento e riduzione nei livelli produttivi) continua ad essere positivo (+19), anche se inferiore a quello del primo trimestre (che era +34). La maggior parte delle imprese intervistate (42%) ha registrato livelli produttivi in aumento, il 35% ha dichiarato una stabilità e il 23% una riduzione. Il grado di utilizzo degli impianti è stato pari all’82,5%, in aumento rispetto al dato del trimestre precedente che si era fermato a 81,5%. Le previsioni per il terzo trimestre, invece, sono maggiormente improntate ad una conferma degli attuali livelli.

La dinamica del portafoglio ordini mantiene un saldo nelle risposte ancora positivo (+29) e mostra un rafforzamento nella tenuta del mercato interno.

Per ciò che riguarda il mercato del lavoro, sono state autorizzate 1.212.324 ore di cassa integrazione guadagni ordinaria nel comparto industriale, in riduzione del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2016 e in crescita rispetto ai primi tre mesi dell’anno (le ore autorizzate sono quasi raddoppiate). Guardando all’intero periodo gennaio-giugno sono state complessivamente autorizzate 2.841.859 ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria ed in deroga), in riduzione del 53,5%.

Una terra internazionale per dna continua a guardare ai mercati esteri anche se gli ultimi dati riguardano il primo trimestre e mostrano un leggero miglioramento degli scambi commerciali. Questo trend in rialzo si basa su di un export che ha raggiunto 2.274 milioni di euro, in aumento del +1% rispetto allo stesso periodo del 2016. Le importazioni nello stesso intervallo di tempo hanno registrato una crescita ben più sostenuta del +7%, risultando pari a 1.504 milioni di euro.

Queste dinamiche hanno portato a un saldo commerciale ancora positivo (+770 milioni di euro), ma in calo rispetto al primo trimestre 2016 (-8,9%).

Le esportazioni sono in aumento verso quasi tutte le principali macro-aree, ad eccezione di Medio Oriente, Asia Centrale e Oceania dove invece si registra un rallentamento.

Tra i Paesi destinatari delle esportazioni varesine Germania e Francia si riconfermano tra i primi due posti. Le esportazioni sono in crescita verso tutte le prime 10 destinazioni dei prodotti varesini, con l’unica eccezione dei Paesi Bassi che registrano un calo del -6,8%. A livello di singoli settori, invece, le vendite all’estero del metalmeccanico risultano in calo del 2,4%. In crescita, invece, tutti gli altri principali comparti. Il tessile-abbigliamento registra un +0,9%, la chimica-farmaceutica +6,9%, la gomma-plastica +3,9%.

Il presidente Univa Riccardo Comerio tira le somme analizzando l’andamento economico degli ultimi anni: «Dopo il record storico di export nel territorio toccato nel 2015 con 10 miliardi e il calo nel 2016 del 9%, con una discesa a quota 9,5 miliardi, ora nel primo trimestre si è tornati a crescere dell’1%. Un quadro positivo che dovrà essere rafforzato con una politica che mantenga al centro dell’agenda il lavoro».