La ripresa dell’economiafrenata da 10 palle al piede

La Prealpina - 28/06/2016

Ci sono dieci “palle al piede” delle aziende italiane, dalle tasse agli scarsi servizi, che impediscono una piena ripresa economica. A lanciare l’allarme è Confartigianato che vive oggi la sua assemblea nazionale: un appuntamento a tinte fortemente varesine. Non solo perché il presidente è il “nostro” Giorgio Merletti (nella foto), già a capo dell’associazione provinciale. Ma perché nella Capitale arriverà una folta rappresentanza di imprenditori guidata dal presidente Davide Galli e dal direttore generale Mauro Colombo. Ci sarà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: all’Auditorium della Conciliazione si celebra il 70° anniversario dell’associazione. Alla relazione di Merletti seguirà l’intervento del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Al centro, appunto, i dieci macigni che tolgono competitività. Al primo posto le tasse («la zavorra più pesante per le micro e piccole imprese); al secondo il divario digitale («ancora pochi gli utenti che dialogano online con la Pubblica Amministrazione: in Europa il valore medio è del 36,2% mentre da noi ci si assesta su un 20,3%»); la durata dei processi («se ne parla da anni e da anni non si fa niente: 1.120 sono i giorni che ci vogliono in Italia per risolvere una disputa commerciale; in Europa in 543 giorni si risolve tutto»). E poi ancora: i pagamenti della PA, il costo dell’energia elettrica, il 29,8% in più rispetto a quello europeo, le opere pubbliche insufficienti. Senza dimenticare la corruzione, «un pericolo mortale per il 60% degli imprenditori intervistati da Confartigianato». Fra le bestie nere anche la burocrazia, la qualità scarsa dei servizi, le tariffe troppo alte.

«Il risultato di queste “10 palle al piede” è la difficoltà del fare impresa in Italia – concludono dall’associazione -. Siamo al numero 65 (abbiamo recuperato 20 posizioni). L’obiettivo del Governo è quello di recuperarne 50 entro il 2018».