La ripartenza produttiva si chiama “economia circolare”

Informazioneonline - 01/07/2020

Le capacità imprenditoriali “made in Varese”, declinate secondo il duplice parametro dell’economia circolare e dell’innovazione, trovano un’ennesima doppia conferma. Complice, se così si può dire, il bando Innovazione delle filiere di economia circolare in Lombardia promosso dall’ente regionale e dalle Camere di Commercio lombarde.

La Roelmi Hpc Srl di Origgio, azienda che produce ingredienti attivi nei settori della cosmetica e degli alimenti con principi nutritivi che hanno effetti benefici sulla salute, ha escogitato una nuova modalità produttiva.

«Il progetto mira a incrementare il nostro portafoglio prodotti – dice l’amministratore delegato Rosella Malanchin –, utilizzando sottoprodotti della trasformazione agroalimentare non più edibili. In particolare, quelli provenienti dalle filiere del pomodoro, del riso e della viticoltura, non tralasciandone altre che potrebbero essere fonte di interesse per nuovi sviluppi. Il tutto attraverso processi a basso impatto ambientale biotecnologici: questo è il fattore decisivo, che ci ha permesso di essere selezionati per il finanziamento del bando».

L’altra impresa è la Ferraro Spa di Lonate Pozzolo, specializzata nella progettazione e costruzione di macchinari per il settore tessile.

In questo caso, il fattore eco-innovativo è costituito dall’ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua nel processo di stampa e tintura dei tessuti: «Grazie al nostro meccanismo ‘Rotoclean/Rotoflow’ – spiega l’imprenditore Simone Ferraro –, si migliorano la dinamica e la tenuta dell’immissione dell’acqua nel circuito idraulico, garantendo miglior efficienza con una conseguente minor dispersione della preziosa risorsa H2O. Un risultato che ci gratifica nel nostro sforzo sul versante della green economy, raggiunto grazie anche al prezioso contributo ottenuto con il bando promosso da Regione Lombardia e Camera di Commercio».

Del tutto comprensibile la soddisfazione espressa dal presidente della Camera di Commercio, Fabio Lunghi.

«Due aziende varesine hanno ricevuto complessivamente 120.000 euro – precisa lo stesso Lunghi – per la validità della loro proposta progettuale che punta all’utilizzo efficiente delle risorse, la riduzione della produzione dei rifiuti e il riuso dei materiali. Il tutto in una logica di economia circolare. Del resto, la green economy è uno dei fattori chiave non solo per la ripartenza, ma anche per l’immediato futuro del nostro sistema. Basti pensare a quante risorse metterà in campo l’Unione Europea con la sua Commissione che ha nel progetto Green Deal la pietra angolare del proprio ambizioso progetto di rendere il nostro continente il primo a impatto zero sull’ambiente».