La Regione “chiama” investitori per Sacconago

La Provincia Varese - 27/07/2017

La zona industriale di Sacconago prova ad attrarre nuove imprese: un’area di 10mila metri quadrati al centro del programma AttrAct di Regione Lombardia, in sinergia con il Comune di Busto Arsizio. «Un messaggio chiaro rivolto agli investitori nazionali ed internazionali e alle nostre imprese – sintetizza l’assessore allo sviluppo economico di Palazzo Lombardia Mauro Parolini – siamo pronti ad accogliervi per aprire da noi la vostra impresa e creare qui nuove opportunità di lavoro, per crescere nella vostra attivita». È il “modello Carinzia” importato in Lombardia: un piano da quasi 10 milioni di euro per l’attrazione degli investimenti sul territorio. In cui Regione mette a disposizione fino a 100mila euro per ogni progetto, mentre il Comune di Busto Arsizio assicura semplificazione e agevolazioni fiscali e sugli oneri di urbanizzazione. La “cittadella produttiva” di Sacconago è infatti una delle due aree della provincia di Varese (l’altra è La Fornace di Besozzo) che l’assessorato allo sviluppo economico di Regione Lombardia ha inserito nell’elenco dei 56 Comuni (su 70 coinvolti) che hanno superato la prima fase del bando AttrAct: in campo c’è un’area di proprietà pubblica da circa 10mila metri quadrati che potrà ospitare nuovi insediamenti produttivi. «Il prossimo passo – spiega l’assessore Parolini – sarà la firma di un vero e proprio “contratto”, un accordo per l’attrattività tra la Regione e ogni Comune coinvolto. Nero su bianco ci sarà in primo luogo l’impegno di accompagnare gli investitori con interventi di semplificazione, tempi certi, servizi di assistenza qualificata e incentivi economici e fiscali come, ad esempio, la riduzione di Imu, Tari, Tasi e degli oneri di urbanizzazione». Nella proposta di incentivazione che Busto, tramite l’assessorato all’urbanistica guidato da Isabella Tovaglieri, ha formulato a Regione e che è stata considerata accattivante, è previsto per i potenziali investitori il massimo scomputo di oneri di urbanizzazione primaria e secondaria (uno “sconto” di circa 100mila euro su intervento da 900mila euro) più un pacchetto di agevolazioni Imu, Tasi e Tari, tutto sommato più limitate anche perché le aliquote di Busto Arsizio sono già in alcuni casi al di sotto delle soglie che venivano richieste dal bando regionale. «Vogliamo che questa misura rappresenti una vera opportunità di sviluppo economico ed occupazionale, in tutta la Lombardia e in particolare per quelle aree che hanno subito maggiormente gli effetti della crisi – sottolinea l’assessore regionale Parolini – anche un chiaro segnale agli imprenditori per affermare che la Lombardia è il luogo ideale dove investire». Per la zona industriale di Sud-ovest, ormai collegata a livello infrastrutturale e con un terminal merci di Ferrovie Nord da rilanciare, un’occasione imperdibile per tornare ad essere appetibile.

 

Cresce il commercio di vicinato Crollano artigiani e manifatture

 

Il commercio cresce, l’industria manifatturiera e quella artigiana sono in frenata. Sono i dati sull’andamento dei settori produttivi contenuti nel Documento Unico di Programmazione recentemente approvato dalla giunta. Nell’ambito dell’analisi del contesto esterno in cui opera l’ente, vengono citati i dati più recenti sulle dinamiche di “natimortalità” delle imprese, che mostrano come gli incentivi agli insediamenti industriali siano una misura quanto mai necessaria di questi tempi. A Busto Arsizio infatti, mentre si registra «una costante e progressiva crescita nel tempo» del commercio di vicinato, «sia in termini di numero di esercizi attivi che di superficie complessivamente occupata» (1246 nel 2016 contro i 1056 del 2010, più 18%), si assiste ad un calo sia delle imprese artigiane (1978 nel 2016 contro le 2102 del 2010, meno 5,9%) sia delle industrie (7191 lo scorso anno contro le 7529 di sei anni prima, meno 4,49%, con un crollo sensibile di quelle manifatturiere, meno 14,9%).