La Provincia non vende Villa Bassetti

La Prealpina - 15/11/2016

Villa Bassetti a Santa Caterina del Sasso rimane proprietà della Provincia. Per farne cosa è però tutto da vedere, anche se le idee non mancano. «Metteremo a bando la sua gestione per mettere a sistema quanto di buono emerso quest’anno con la riapertura degli spazi ai corsi di formazione per le scuole medie superiori con 450 studenti che vi hanno effettuato degli stage. Penso per esempio ad una fondazione ad hoc o ad altre modalità che si accollino le non trascurabili spese di gestione dell’immobile. Siamo fiduciosi perché vi sono già stati molti interessamenti circa il suo utilizzo: dalla scuola di Teatro Paolo Grassi alla Fondazione Scopelliti di Palermo per corsi formativi antimafia, due esperienze già ospitate a Villa Bassetti». Così il consigliere Paolo Bertocchi, ieri in Consiglio provinciale, ha illustrato la novità introdotta dal nuovo Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, passato con i soli voti della maggioranza. Un piccolo colpo di scena, quindi, rispetto al dibattito che infiammò il consiglio al tempo della giunta Galli, che procedette all’acquisto e rispetto ad un edificio che costituisce parte integrante, insieme all’eremo, dal punto di vista ambientale. Il documento compie un “passo indietro” rispetto anche ad altri immobili che in precedenza rientravano tra quelli alienabili per “fare cassa” a fronte delle gravi difficoltà finanziarie nelle quali l’ente si dibatte. Rimangono nella disponibilità di Villa Recalcati anche Villa Campiotti a Ganna, che sorge a fianco della badia e dove l’associazione Amici della Badia intende adibire a tappa della costituenda Via Francigena; la Casa del Pittore ad Arcumeggia, che continuerà a perseguire gli scopi originari grazie ad una convenzione con Pro loco e Strada dei sapori; lo stabile di via Campigli, già sede del servizio bibliotecario provinciale (ora trasferito a Villa Recalcati) dove troveranno posto le sedi degli ordini professionali per un canone annuo di 20mila euro; l’immobile di via le Ippodromo che fino a due anni fa ospitava l’Agenzia del Turismo e adesso l’Agenzia delle Dogane con un canone annuo di 160mila euro. Qualche incasso non di poco conto, dunque, per la Provincia; ma anche la rinuncia con tali mancate alienazioni a una quota variabile tra due milioni e mezzo e tre milioni di euro. Aspetto che è stato fatto presente dalle minoranze, ma che evidentemente non preoccupa più di tanto l’ente, impegnato con risultati positivi sulla strada del risanamento finanziario. Lo dimostra la riduzione del disavanzo dai 34 milioni del 2014 ai 29 e 800 del 2015, come emerge dal Rendiconto della gestione passato con i 9 sì della maggioranza e 7 no delle minoranze