«La Provincia non paga i conti»

Inascoltati, preoccupati, pronti a scatenare gli avvocati. A un anno di distanza dal protocollo di intesa per il pagamento dei crediti della Provincia nei confronti di sette imprese associate ad Ance, questo «�non �è mai diventato operativo»�. È quello che l’associazione dei Costruttori edili ha denunciato ieri in un incontro nella sede di via Cavour, dove si �è fatto il punto della situazione. E il punto � è che sui 5 milioni di euro su lavori svolti nel 2015 che andavano saldati entro gennaio, sono stati pagati soltanto �alcuni acconti�. «�Avevamo sottoscritto l’intesa con grande soddisfazione � – ha spiegato il presidente Orlando Saibene � – ma i risultati non si sono visti»�. Sostanzialmente il meccanismo che si era trovato era di avviare un polmone finanziario, attraverso il pagamento anticipato delle banche ma, per dare il via libera ai bonifici, Villa Recalcati, secondo la ricostruzione di Ance, doveva certificarli. Insomma: mettere una firma come, semplificando, su un “pagher�ò”. Invece tra «�cavilli, virgole mancanti, rinvii, dirigenti che passano e cambiano � – come descritto dal direttore di Ance, Juri Franzosi � – non si � è fatto praticamente nulla. Ci siamo messi a completa disposizione della Provincia per indicarci come modificare la pratica per risolvere la questione. Niente. Non è un comportamento serio�. Risultato: �«A un anno di distanza – ha aggiunto Saibene – ci è stato detto che i soldi del 2015 arriveranno nel 2017, mentre l’unica impresa, non varesina, che ha fatto causa contro la Provincia ha ricevuto tutti i soldi dovuti, pi�ù gli interessi�».

Si tratta dei lavori per la manutenzione di strade, copertura delle buche, sfalcio dell’erba e pulizia dalla neve della rete di strade provinciali. Senza denaro saranno a rischio? �«Abbiamo cercato di tenere buone le imprese senza avviare contenziosi – ha continuato ancora il presidente di Ance – ma a questo punto la situazione sta diventando pesante. Capiamo il momento di transizione della Provincia, i problemi e gli spostamenti dei dirigenti, ma ormai siamo al punto che, probabilmente, assisteremo le imprese nell’apertura di azioni legali�».

Ma i fronti aperti sulla strada Ance-Provincia sono altri due e generano, secondo i costruttori, una situazione più esasperata anche in confronto ai vicini di casa di Como, Lecco e Monza-Brianza. Primo: «�Sulla Stazione unica appaltante � – ha detto Franzosi – abbiamo avanzato proposte di emendamento prima dell’approvazione del Consiglio provinciale, indicando i limiti di norme troppo restrittive che, senza avere particolari doti divinatorie, hanno puntualmente impedito alla Suap di diventare realmente operativa. Sono stati cestinati�». Secondo: i 30 milioni di euro per opere connesse ai sottopassi della linea ferroviaria Luino-Gallarate: �«La Provincia è l’ente preposto – ha concluso Saibene – per gestire questi fondi. Il problema è che senza una struttura idonea, le Ferrovie dello Stato potrebbero prendere in mano tutto, generando quanto visto anche sull’Arcisate-Stabio. E quindi affidando gli appalti a imprese non varesine e lasciando sul territorio soltanto cadaveri.

Insomma, siamo molto preoccupati»�.