La provincia di Varese è sempre più alla moda

La Prealpina - 18/02/2020

Il Varesotto si conferma al quarto posto in Lombardia nello shopping di moda, tra vendita di abbigliamento e accessori. Decisamente un bel primato per il commercio al dettaglio di Varese e provincia, che fotografa un settore ben consolidato malgrado la crisi. A parlare chiaro sono i numeri: 195 aziende sono attive negli articoli di abbigliamento in esercizi specializzati; 277 nelle confezioni per adulti; 49 nelle confezioni per bambini e neonati; 98 nella biancheria personale, maglieria e camicie; 10 nelle pellicce e abbigliamento in pelle; 20 nei cappelli, ombrelli, guanti e cravatte; 1 nelle calzature; 110 nelle calzature e accessori; 28 negli articoli di pelletteria e da viaggio. Per quanto riguarda gli addetti, ecco le cifre: 765 esercizi specializzati in articoli di abbigliamento; 653 in confezioni per adulti; 73 in confezioni per bambini e neonati; 360 in biancheria personale, maglieria e camicie; 10 in pellicce e abbigliamento in pelle; 29 in cappelli, ombrelli, guanti e cravatte; 275 in calzature e accessori; 91 in articoli di pelletteria e da viaggio; nessuno in calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati. I numeri, alla vigilia di “Milano Moda Donna”, in programma dal 18 al 24 febbraio, sono stati diffusi dall’Ufficio Studi, Statistica e Programmazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese (terzo trimestre 2019). In Lombardia le imprese dello shopping di moda, tra vendita di abbigliamento e accessori, sono 9.774 su 91.138 a livello nazionale: «La nostra regione è sempre più di moda – commenta l’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda Lara Magoni (nella foto) – la competitività delle nostre aziende, la ricerca della qualità e del gusto, uniti alla creatività e al genio di designer, creatori e stilisti, rappresentano un valore aggiunto per l’economia locale e nazionale, una bandiera da sventolare a livello internazionale». L’impegno delle istituzioni non può che essere di sostenere il comparto, privilegiando il made in Italy anche attraverso percorsi formativi, in grado di far crescere l’occupazione. Per quanto riguarda la Lombardia, un’impresa su tre ha sede a Milano (3.518); al secondo posto Brescia (1.335), seguita da Bergamo (959), Varese (788), Monza e Brianza (738), Como (519), Pavia (460), Mantova (416), Cremona (302), Sondrio (299), Lecco (258) e Lodi (182). «La vera scommessa – secondo Magoni – è far sì che il nostro “saper fare artigiano” trionfi sempre di più».