La proposta di Busto «Per salvare il Maga ora lavoriamo in rete»

Caso Maga, dai cugini di Busto Arsizio arriva un assist: «Quello dei costi della cultura è un tema vero. La soluzione? Proviamo a fare rete tra Gallarate, Busto e Legnano, che ormai è un’unica grande città». Lo spunto arriva da Manuela Maffioli, assessore alla cultura del Comune di Busto Arsizio, citata dalla collega di Gallarate Isabella Peroni come esempio di «città che investe in cultura», nell’ambito della riunione della commissione cultura al Maga in cui il tema dei conti da far tornare per la gestione del museo ha fatto prepotentemente irruzione nelle parole del sindaco Andrea Cassani. Interpellata, Manuela Maffioli non si tira indietro, pur non volendo interferire nelle dinamiche interne dell’amministrazione gallaratese, alle prese con la non facile partita del bilancio e con la sfida di tenere in piedi, con le sole proprie forze, un museo del livello di eccellenza del Maga.

«Prendo atto che da Gallarate arriva uno stimolo molto importante per parlare di cultura, dato che viene sollevato un tema vero, che è quello dei costi della cultura – sottolinea l’assessore di Busto Arsizio – un tema che è davvero oggetto naturale e sano di un confronto tra un sindaco e il proprio assessore alla cultura nelle amministrazioni. Perchè da un lato c’è un sindaco che giustamente è chiamato a far quadrare i conti e che ha la responsabilità della gestione dell’intera macchina amministrativa, e dall’altra parte capisco le ragioni della mia collega, perché l’assessore alla cultura invece ha in capo la responsabilità di lavorare per la cultura, di valorizzare la cultura e soprattutto di mettere in evidenza il valore immateriale che ha». Anche se poi, e in questo Maffioli ribadisce un concetto espresso già da Isabella Peroni, la cultura «è anche un investimento materiale, perché è un vero volano di sviluppo, e non lo dicono solo gli assessori alla cultura ma anche statistiche e fior di studi che spiegano quanto renda ogni euro investito in cultura». E allora, condividendo con la collega gallaratese la fatica di combattere per strappare risorse all’interno di «bilanci in cui la voce cultura spesso può essere percepita come un peso», Manuela Maffioli prova a tracciare «uno degli scenari possibili» che è «unire le forze, una riflessione che faccio da quando mi sono insediata, che ho condiviso con i colleghi di Gallarate e cercato di condividere con il collega di Legnano», e che è già stata oggetto di «un appello sulle colonne della Prealpina». Occasione per rilanciarlo: «Se queste tre città unissero forze ed eccellenze, quella che oggi è di fatto un’unica grande città potrebbe diventare davvero un punto di riferimento importante culturalmente, a livello regionale e non solo. Vuol dire mettere in condivisione le eccellenze». Maffioli sa bene che «è facile dirlo, più complesso realizzarlo, sia a livello istituzione che coinvolgendo i privati», ma anche che «ogni amministrazione è diversa. E noi non abbiamo il Maga, che è un gioiello, che potrebbe diventare davvero il polo espositivo dell’Altomilanese, ma che ha costi importanti che la pubblica amministrazione deve sostenere».

Il sasso però, ancora una volta, è lanciato: «Dal Baff al festival jazz gli scambi già ci sono, c’è da potenziare più che inventare. Ma il dibattito è utile a tutti, per riportare al centro la cultura, provare ad attivare sinergie reali e fare riflessioni profonde, nel rispetto delle scelte e delle dinamiche delle singole amministrazioni, che sono sacre».