La “promenade” di Varese circondata da mille alberi Ecco i segreti del progetto

La Prealpina - 07/06/2017

Varese avrà la sua promenade. Una lunga passeggiata. Non sul lago e non in un parco, ma in un nuovo giardino urbano, dove i pedoni saranno protagonisti. In mezzo al verde, un percorso che si snoda, come una maxicerniera, in una delle zone ora più dimenticate, di passaggio per i più o di sosta per chi è ai margini della società. Dalla stazione dello Stato a quella delle Nord, collegamenti pedonali con via Como ma anche con Giubiano. Un luogo di incontro. Varese ha una lunga tradizione come Città Giardino e ai suoi parchi ci si è ispirati per ridisegnare il comparto stazioni. L’area pedonale passerà da 4mila a 17mila metri quadrati, gli alberi dai 50 attuali a poco meno di mille. I parcheggi per i bus da 16 a 24 ma spariranno da piazzale Trieste che sarà resa pedonale, con una riduzione netta del passaggio di mezzi sulla strada che già esiste come proseguimento di viale Milano fino all’incrocio con via Piave-Medaglie d’Oro. I parcheggi passeranno da 250 a 300 (160 in piazzale Kennedy).

«Non è indispensabile moltiplicare le strade per ridurre il traffico, è il contrario e i pedoni saranno protagonisti». Così l’architetto Paolo Brescia che ieri ha presentato il progetto della nuova area a Palazzo Estense. «Abbiamo pensato che vanno ricostruite, unite due parti di città che hanno subito per lungo tempo una cesura data dalla presenza della ferrovia e abbiamo ipotizzato come risolvere la cesura tra Giubiano e il centro di Varese causata sia dalla ferrovia sia della infrastrutture viarie del secolo scorso».

Il progetto preliminare è già pronto. È stato illustrato alle forze dell’ordine e al Comitato per l’Ordine pubblico e la sicurezza ma è stato spiegato anche agli ospiti del centro diurno di via Maspero, perché loro dovranno traslocare, in un nuovo ampio edificio in fondo a piazzale Kennedy. «Quella cui stiamo lavorando è una visione ideale ma non utopica di Varese, che vuole risolvere i problemi attuali tra due stazioni e tra due parti che spaccano la città, ma che vuole anche ricreare una forte urbanità», spiegano gli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di Obr (Open Building Research) di Milano, progettisti capogruppo del team di esperti che sta mettendo nero su bianco il maxiprogetto per rilanciare Varese (e composto da Arcode, Corbellini, geologo Marco Parmigiani, Milan Ingegneria e Systematica). Il sindaco Davide Galimberti ha ricordato l’apporto fondamentale degli uffici tecnici comunali e degli esperti, come il responsabile della gestione urbanistica Gianluca Gardelli e Franco Andreoli a capo dell’area Lavori pubblici e infrastrutture.

«In sei mesi i tecnici comunali hanno affrontato insieme ai progettisti un percorso di stesura del piano con un costante dialogo con chi conosce bene la città e con chi ha il compito di rilanciarla». L’assessore Andrea Civati ha puntato l’attenzione «al progetto che sta nella città a 360 gradi», perché l’area stazioni diventerà nuovo punto fondamentale di incontro e di relazione tra le persone. «Vi sono alcuni privati e proprietari di aree vicino alle stazioni che hanno intuito l’importanza del progetto e che si stanno avvicinando per comprendere come partecipare».

I progettisti hanno parlato di «un sistema di relazioni visive tra gli spazi aperti, facendo sì che i giardini diventino un condensatore di energie che accoglie e aggrega molteplici attività durante tutto l’arco dell’anno». Il riferimento è soprattutto a quello spazio triangolare coperto, nell’area di fronte allo chalet martinelli, ora culmine di piazzale Kennedy vicino al maxi-incrocio. Il mercato verrà spostato in piazza Repubblica ma qui ci sarà spazio per mercatini alimentari, concerti, manifestazioni ed eventi. «La sicurezza si costruisce non solo con il controllo elettronico ma anche con il presidio effettuato dalla gente». Che passerà, non più e non solo di corsa, riappropriandosi di questa parte di Varese.