La professione anti crisi?Il capo del condominio

La Prealpina - 20/07/2016

Mentre la crisi ha colpito anche molti rami dei professionisti, sta crescendo di anno in anno il plotone degli amministratori di condominio legati all’Aiac Varese, l’Associazione italiana amministratori di condominio. Partiti da zero nel 2012, oggi gli associati sono 185 e, ogni anno, i corsi di abilitazione “sfornano” una cinquantina di nuove figure, mentre la stragrande maggioranza di chi si è avviato alla professione, conferma l’impegno tramite i corsi di formazione di un mestiere che, finalmente, dopo anche diversi scandali degli anni passati, ha trovato una sua inquadratura normativa.

«I cambiamenti legislativi – afferma Andrea Leta, presidente di Aiac Varese – hanno rivoluzionato la categoria. E ciò è arrivato anche nel momento giusto per creare nuove opportunità, perché si tratta di una delle poche professioni che, con poco dispendio di denaro, può avviare un’attività professionale. Ogni anno abbiamo un boom, un’impennata di richieste. C’è chi inizia come libero professionista, ma ci sono nuove realtà come banche o agenzie immobiliari che assumono professionisti con questa abilitazione per gestire i loro patrimoni immobiliari. Stiamo vivendo a una sorta di rinascita della nostra professione: prima, spesso, si trattava di un dopo lavoro o di un impiego a tempo perso, di chi faceva altro. Oggi, spesso, è a tempo pieno. Ed è giusto che sia così». L’identikit del nuovo amministratore di condominio varesino ha fra i 33 e i 37 anni, arriva spesso da un’altra esperienza lavorativa non andata benissimo. Sono architetti o laureati in giurisprudenza in cerca di uno sbocco professionale. Ci riescono? Stando all’osservatorio dell’Aiac, sì: «Certo – aggiunge Leta – il primo anno bisogna investire un po’ su sé stessi, arrivando a fatturare circa 12-13.000 euro. Ma sono molti i casi in cui si riesce a raddoppiare il giro di affari nei successivi dodici mesi». In più, stando a quanto descritto sempre dal presidente dell’associazione di riferimento, vi sarebbe maggior tutela anche per i clienti: «Adesso – dice ancora – ci sono sul mercato professionisti preparati sulle normative, ma anche che seguono corsi tenuti da psicologi per gestire i conflitti». Insomma, scongiurare del tutto le lamentele fra chi al piano di sopra cammina coi tacchi alle 2 di notte, oppure non taglia l’erba del giardino quand’è il suo turno, è impossibile ma, almeno gli amministratori di oggi hanno il bagaglio per tentare di disinnescare eventuali problemi maggiori. Non solo: «Una volta – conclude Leta – questa professione era il Far West con personaggi che scappavano con la cassa e famiglie che per anni hanno dovuto ripianare i debiti lasciati. Oggi i nostri associati sono assicurati per sinistri fino a 2 milioni di euro e se si svanisce nel nulla, scatta pure la responsabilità penale». Insomma, non dovrebbe più accadere. Si spera.