La produzione lombarda adesso può sorridere Ordini e fatturato in risalita

Sembrano definitivamente messi alle spalle i tempi bui per la produzione industriale lombarda. Stando all’ormai tradizionale indagine realizzata dalle sezioni regionali di Unioncamere e Confindustria e Regione Lombardia prendendo in esame un campione di oltre 2.800 aziende, il terzo trimestre del 2017 è stato indubbiamente positivo per il business delle imprese industriali lombarde. Dopo la lieve flessione dello scorso trimestre, il dato congiunturale relativo al periodo luglio-settembre ha registrato un confortante +0,4%.

Assolutamente da incorniciare il dato relativo alla crescita media dei primi tre trimestri, salita del 2,4% in un anno. A ribadire il trend positivo, la ripresa sia degli ordini (+1,6% congiunturale l’interno e +2,0% l’estero) sia del fatturato (+1,3%). Da un punto di vista settoriale, la dinamica tendenziale (anno su anno) della produzione ha presentato variazioni prevalentemente positive, ad esclusione del settore tessile in contrazione dello 0,5% e dell’abbigliamento (-1,9%).

Tra i settori in crescita spiccano la siderurgia (+8,2%) e i minerali non metalliferi (+7,2%). Risultati sopra la media anche per gomma-plastica (+4,5%), legno-mobilio (+3,9%) e meccanica (+3,7%). Seguono il settore pelli-calzature (+3,0%), le manifatturiere varie (+2,9%), gli alimentari (+2,6%) e la chimica (+2,3%). Positivi, ma meno dinamici, i settori della carta-stampa (+0,3%) e i mezzi di trasporto (+0,2%).

In questo contesto, l’occupazione, che è solita reagire in ritardo rispetto alle dinamiche produttive, ha presentato saldi entrate-uscite prossimi allo zero, anche se va rimarcato il calo del ricorso alla cassa integrazione. Anche per l’artigianato lombardo il primo trimestre è stato globalmente positivo – con un incremento congiunturale dei livelli produttivi dello 0,6% e una crescita media dei primi tre trimestri del 2,4% -, per quanto due settori della manifattura artigiana abbiano evidenziato ancora un calo produttivo significativo su base annua come pelli-calzature (-2,6%) e carta-stampa (-1,9%). A questi si aggiungono con segno negativo, ma intensità della variazione quasi nulla, gli alimentari (-0,2%) e il legno-mobilio (-0,1%).

All’opposto hanno registrato incrementi sopra la media i settori dei minerali non metalliferi (+5,2%), della meccanica (+4,3%) e della siderurgia (+4,0%). Seguono, sempre in crescita, le manifatturiere varie (+2,0%), il tessile (+1,7%), l’abbigliamento (+1,6%) e la gomma-plastica (+1,0%). Nell’artigianato il rallentamento del tasso d’ingresso è stato se possibile ancora più marcato (1,8%) rispetto all’industria, mentre le uscite sono cresciute del 2,2%. Il saldo è stato quindi negativo (-0,4%). Altra costante: anche per gli artigiani si è ridotto il ricorso alla cassa integrazione.

 

Ribolla, ultimi giorni di presidenza

Alla presentazione dell’analisi trimestrale manifatturiera di Unioncamere e Confindustria Lombardia non ha fatto (quasi) mai mancare la sua presenza. Ieri, però, Alberto Ribolla, l’imprenditore varesino che martedì passerà la presidenza di Confindustria Lombardia, non si è visto. Giustificata la sua assenza: l’ex presidente di Univa si trovava in Messico per il World Manufacturing Forum, vale a dire l’evento che raduna il Ghota del manifatturiero mondiale e che, dopo quattro edizioni itineranti, dall’anno prossimo si svolgerà stabilmente in Lombardia. Un obiettivo al quale Ribolla e il suo staff hanno lavorato, in sinergia con Regione e il Politecnico di Milano, dall’inizio del suo mandato, protrattosi per oltre quattro anni. A fare le veci di Alberto Ribolla, ieri, è stato il presidente di Confindustria Lombardia Gianluigi Viscardi: «La Lombardia produttiva ha ripreso a correre. Tutti i principali indicatori sono positivi, e ormai da tre trimestri consecutivi: produzione (+0,4% congiunturale + 3,1% tendenziale), fatturato (+1,3%, +5%), ordini interni (+1,6%, +5,4%) ed esteri (+2%, +6,5%)», ha dichiarato. «Ancora più significativa è l’omogeneità di questa crescita: quest’anno tutte le province hanno registrato una produzione media positiva, così come i settori industriali, con la sola eccezione del tessile. Infine, l’indice di produzione manifatturiero (107,2) conferma che la Lombardia è sempre più vicina ai livelli dell’Eurozona (109,9) di quanto non lo sia l’Italia (99,3)».