«La pista dei caccia non sarà allungata»

La Prealpina - 01/12/2017

 «Abbiamo scongiurato l’allungamento della pista». Ambrogio Crespi, sindaco “lumbard” di Venegono Superiore, è soddisfatto. Qualche giorno fa si è svolto l’incontro in municipio, assieme al collega Mattia Premazzi, primo cittadino di Venegono Inferiore, con la delegazione dell’ex Aermacchi, ora Leonardo, e con i rappresentanti dell’Aeronautica Militare dalla quale dipende l’aeroporto Ferrarin. Nella riunione si è fatto il punto sulla questione sicurezza e rumorosità dei sorvoli dei caccia in addestramento che, durante tutta l’estate, hanno provocato malumori e disagi nei cittadini delle due comunità.

I militari e i responsabili dell’azienda, durante il colloquio, hanno fatto balenare la proposta di voler prolungare la striscia d’asfalto utilizzata per il decollo e l’atterraggio dei jet. In questo modo a Venegono sarebbero potuti arrivare anche i caccia F-35. Ma i due sindaci hanno tenuto duro e l’idea è stata rapidamente accantonata.

«Il primo risultato importante -spiega Crespi- è stato proprio questo. La pista resterà come è adesso. Sull’argomento io e Premazzi siamo stati decisi: non se ne parla nemmeno».

Quanto alla sicurezza, le idee sono anche più chiare: qui era stato ipotizzato l’arretramento di via Alcide De Gasperi (Venegono Superiore) e di via Silvio Pellico (Venegono Inferiore). Crespi e Premazzi però escludono questa possibilità, anche se il secondo si riserva comunque di vedere i progetti presentati da Leonardo: «Loro -prosegue- volevano l’ampliamento delle zone di “overrun”, vie di fuga necessarie se qualcosa va storto quando un aereo decolla o atterra, che ora ospitano barriere mobili giudicate però insufficienti perché facilmente aggirabili da pedoni e ciclisti quando sono chiuse. Dal nostro punto di vista una soluzione possibile potrebbe essere la realizzazione di una nuova strada accanto a via De Gasperi tra questa e la vecchia deviazione. Ciò consentirebbe maggiori spazi tra la pista e la recinzione. Abbiamo chiesto che l’eventuale opera sia a carico di Leonardo e termini in via Caprera per unirsi alla nuova rotonda, perché non è pensabile che tutto il traffico passi sull’attuale deviazione di via De Gasperi, soprattutto una volta aperto il sottopasso ferroviario. Ma aspettiamo di vedere quanto ci verrà sottoposto, fermo restando che ogni decisione spetterà alle due amministrazioni».

Infine la convivenza fra azienda e cittadini. «Crediamo sia giunto il momento di discuterne -conclude Crespi- alla luce anche dei disagi di questa estate. Azienda e comunità possono e devono convivere, ma si deve arrivare a un adeguamento della vecchia convenzione risalente a quasi 40 anni fa e prevedere compensazioni di tipo socioeconomico. Va garantito il lavoro e la presenza dell’azienda sul territorio, ma pure la tranquillità e la salute dei cittadini». I primi progetti potrebbero arrivare subito dopo Natale.