«La nuova piazza arriverà nel 2021»

La Provincia Varese - 16/12/2016

A partire dal prossimo autunno, quando inizieranno i lavori, ci vorranno circa tre anni e mezzo per veder completato il recupero della ex caserma Garibaldi. Se aggiungiamo sei mesi per eventuali contrattempi, si può stimare che il comparto di piazza Repubblica vedrà la luce all’inizio del 2021. «In origine il concorso chiedeva interventi concreti da attuare in una prima fase, all’interno di uno specifico budget (6 milioni e 750 mila euro, ndr). In più, il bando chiedeva uno sforzo strategico per riconfigurare l’area in un tempo di lavoro che avrebbe potuto essere di 10 anni. Adesso, invece, possiamo realizzare la nostra visione complessiva, trasformando il sogno in un progetto» ha detto Mauro Galantino, l’architetto di Milano che ha vinto il concorso per disegnare caserma e piazza Repubblica e che ieri mattina era a Varese per incontrare il sindaco Davide Galimberti, l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati e il dirigente Gianluca Gardelli. Galantino è entrato nel merito del progetto che, per la Caserma, consiste in una operazione di recupero tesa a sfruttare gli spazi utilizzati dai militari un tempo per ricavarci sale lettura comunicanti, con scaffali e libri a vista. Nello stabile, però, saranno realizzate anche sale polivalenti, una emeroteca, sale computer, una sala musica, una mediateca, bar e negozi. Ci saranno sale espositive modulabili, utilizzate per convegni o mostre. Si farà anche la serra in vetro che, secondo il time-table originario, avrebbe dovuto essere costruita in un secondo tempo, trovando ulteriori risorse. Adesso, però, grazie al Patto per la Lombardia di Maroni e Renzi, per caserma e piazza, ci sono 15 milioni di euro, somma che consente di fare tutto, senza suddividere il progetto in fasi. Per quanto riguarda piazza Repubblica, la progettazione è in divenire. «Sono disponibile a seguire i suggerimenti dell’amministrazione – afferma Galantino che, al momento, vede «una quinta verde nella parte dove c’è il monumento del Butti che merita di essere lasciato lì, in ricordo della storia». «Una piazza vasta e aperta, con una pavimentazione diversa dall’attuale, dove organizzare eventi e un mercato all’aperto dove poter consumare anche cibo». «Delle architetture leggere per schermare le uscite dell’autosilo e offrire riparo a chi si siede per leggere un libro e un giornale. Tali architetture sono previste dal rendering originario e andrebbero anche a nascondere il traffico su via Magenta». La piazza, inoltre, potrà essere definita nel dettaglio solo una volta sciolti i nodi sulla viabilità. La certezza è che via Spinelli sparirà (insieme all’uscita del parcheggio) e che via Pavesi sarà raddoppiata (è da definire se aprire al traffico entrambe le corsie o se dedicare una corsia a parcheggi a rotazione). E le cattive frequentazioni che adesso rappresentano una emergenza? Secondo Galantino spariranno con la riqualificazione dell’area. L’architetto ha lasciato Palazzo Estense con un compito: approfondire come funzionano tutti i poli culturali più famosi d’Europa, in modo da offrire anche un supporto organizzativo alla gestione della “biblioteca” che sarà «fortemente innovativa». La progettazione del teatro, la cui realizzazione compete agli architetti spagnoli vincitori del concorso per il secondo lotto, verrà presa in considerazione a gennaio, quando verrà fatto un accordo integrativo dell’accordo di programma. Per il teatro ci sono ulteriori 10 milioni rispetto all’inizio, ma non c’è più l’operazione di project financing.