La nuova Città Giardino viaggia su un “treno” che vale trenta milioni

La Prealpina -

Rinasce dalle stazioni la Città Giardino. Non è uno slogan, è quanto prevede il progetto per la riqualificazione dell’area. Si quadruplica lo spazio pedonale che passa da 4 mila a 17mila metri quadrati, si moltiplicano piante ed essenze verdi e multicolori che restituiranno a Varese il biglietto di Città Giardino.

Non si correrà solo a prende treni e autobus: si camminerà chiacchierando, si potrà andare a piedi verso il centro storico, si potrà raggiungere Giubiano senza prendere l’auto. Il progetto di riqualificazione delle stazioni è giunto alla stesura preliminare. Pool di esperti al lavoro, a breve le firme a Roma che sanciranno l’arrivo dei fondi, tra un anno l’avvio dei lavori, fra tre l’opera finita o quasi. Varese cambia e cambia a meno di un anno dall’insediamento dell’amministrazione di centrosinistra. Diciotto milioni di euro dal Bando per la riqualificazione delle periferie, più i dieci che Rfi ha stanziato per “ridisegnare” la stazione dello Stato. Studi e progettazione congiunti dei tecnici che lavorano per Palazzo Estense e di quelli della rete ferroviaria, incontri tra i tecnici e il Comitato per l’ordine e la sicurezza coordinato dal prefetto, per mettere a punto un piano che renda efficaci riqualificazione urbana ed eliminazione dei reati ma anche l’aumento della sicurezza reale e percepita.

«Abbiamo fatto una scommessa, forse un azzardo, e abbiamo ottenuto un risultato epocale per la città – dice il sindaco Davide Galimberti -. Quello che si è aperto grazie all’adesione al bando per le periferie e al progetto che stiamo portando avanti, ora siamo a quello preliminare, è il più grande intervento di riqualificazione e trasformazione della città da decenni a questa parte, un progetto in totale da 30 milioni di euro, concreto e realizzabile dopo tanti anni di sole parole». Le auto rimarranno nella zona di attraversamento della città, cioè quella di viale Milano, ma saranno costrette a rallentare e non solo perché verranno tolti spazi all’asfalto. Si snoderà un grande camminamento pedonale che partirà dalla stazione dello Stato fino alla Nord e che si amplierà verso via Como.

Pavimentazione diversa per il flusso dei pedoni, eliminazione delle corsie di bus e auto di servizio davanti alle Ferrovie dello Stato, via tutti i semafori tranne uno centrale, rimangono e vengono qualificati i sottopassi ma si punta a fare scegliere ai cittadini il percorso “open air”. Si potrà passare da piazzale Trieste direttamente a Giubiano con un camminamento e il sottopasso della linea ferroviaria, mentre da piazzale Trento, alle Nord, si potrà “sbucare” direttamente in piazzale Kennedy per prendere l’auto o risalire verso l’altra stazione. Il tutto in mezzo al verde. «Ci sarà un fil rouge botanico tra le zone da riqualificare, con piante che saranno anche in grossi vasi che serviranno da seduta e un decoro che aumenterà la sicurezza, in un processo virtuoso di riqualificazione della città», spiega il vicesindaco Daniele Zanzi, che è anche esperto internazionale di agronomia.

L’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati spiega la ratio degli interventi: «L’intero comparto assumerà centralità e importanza, senza essere più terra di nessuno». Le stazioni verranno riportate nel cuore di Varese e diventeranno centro, offrendo non solo un luogo di arrivo e partenza ma «un biglietto da visita per i viaggiatori che avremo in più dallo snodo fondamentale dell’Arcisate-Stabio». Ora la zona è «abbandonata a se stessa all’interno della città, ferita dai binari e da muraglioni fatiscenti». Non verranno più realizzate le passerelle sopraelevate pensate in un primo momento. I camminamenti pedonali saranno tutti a raso, tranne in quei punti dove bisognerà passare inevitabilmente sotto la ferrovia.