La nuova Camera di Commercio Alessandria-Asti scommette sul Monferrato

“Dobbiamo agire in modo congiunto, abbiamo il concetto di Monferrato che ci unisce, ma dobbiamo anche mantenere elevata l’attenzione per le imprese della provincia di Asti e per quelle della provincia di Alessandria“. Con queste parole Gianpaolo Coscia, presidente della Camera di Commercio di Alessandria, ha sintetizzato l’esito del confronto unificato con la Camera di commercio di Asti. Presto i due enti lavoreranno assieme dopo l’aggregazione decisa dal Governo e quindi entrambi sono già al lavoro per delineare le azioni comuni da intraprendere in vista della nuova Camera di Commercio unificata. Non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale scatteranno i 120 giorni che sono assegnati al Commissario ad acta per avviare la procedura di formazione del nuovo Consiglio. Altri 180 giorni saranno necessari per arrivare al momento della proclamazione ufficiale del nuovo organismo che, in base alla norma consueta, viene nominato dal Presidente della Regione Piemonte sulla base delle designazioni delle categorie economiche.

Come annunciato alcune settimane fa il nuovo ente avrà sede legale ad Alessandria con una sede secondaria ad Asti. Il Consiglio sarà composto da 33 persone e da una Giunta di almeno 5 componenti. La nuova entità intanto sta già lavorando alla definizione delle linee guida: “La promozione del territorio, anzi dei nostri due territori, è una priorità – ha detto Coscia. Dobbiamo agire in modo congiunto, abbiamo il concetto di Monferrato che ci unisce, ma dobbiamo anche mantenere elevata l’attenzione per le imprese della provincia di Asti e per quelle della provincia di Alessandria”.
“Partendo dalle cose importanti che già facciamo – ha aggiunto Erminio Renato Goria, Presidente della Camera di Commercio di Asti – come il Settembre astigiano, che è un modello positivo di promozione, così ben funzionante da poter pensare di esportarlo”.
Un secondo filone di dialogo si è aperto sul tema delle nuove funzioni che la riforma assegna alle Camere. In particolare oltre a tutte le attività già svolte in passato (meno il sostegno al credito e l’accompagnamento diretto delle imprese italiane all’estero, due funzioni escluse dalla norma), le Camere di commercio dovranno infatti occuparsi di alternanza scuola‐lavoro, diffusione del digitale e di turismo. Diversi dei presenti all’incontro hanno sottolineato che “il contributo all’avvicinamento tra mondo del lavoro e mondo della scuola è l’obiettivo più ambizioso che è stato affidato alle Camere. Se riusciranno in questa difficile impresa, esse si ritaglieranno un ruolo fondamentale per lo sviluppo della società italiana”. Terzo elemento di condivisione è il riconoscimento al ruolo delle associazioni di categoria. “Nella crisi del sistema fondato sugli enti intermedi – hanno detto Goria e Coscia – Camere di Commercio e rappresentanze territoriali delle categorie economiche hanno un compito fondamentale per cucire insieme le esigenze di tutela dei territori, legandole a un progetto di sviluppo. La difficoltà attuale può persino essere
un’opportunità da cogliere. Ma bisogna saperlo fare e per questo servono spirito di collaborazione, trasparenza, volontà e capacità di mettersi a servizio dei territori, risorse e solidità patrimoniale. Con l’accorpamento – hanno concluso i due presidenti – andiamo a unire due realtà sane. Ne dobbiamo fare una forza vera, capace di incidere con efficacia sugli andamenti economici”.