La nuova “autostrada” Vergiatese Via tutti i semafori dalla Statale 629

Entrare in autostrada a Milano o a Genova, tanto per dire, proseguire per Vergiate e uscire a Luino. Forse la realtà auspicata da una trentina di sindaci, riuniti ieri in assemblea convocata dai primi cittadini di Travedona e di Luino, Andrea Colombo e Andrea Pellicini, non è esattamente quella di un nuovo tronco autostradale vero e proprio, ma l’idea si avvicina parecchio. Perché sostituire completamente i tanti semafori disposti lungo la statale 629, nota come Vergiatese, con svincoli e rotonde ed immettersi fra Caravate e Gemonio nella statale della Valcuvia usufruendo della nuova bretella di Cuvio, sarebbe come avere sul territorio una specie di autostrada in più. I finanziamenti, a quanto hanno appurato ieri i primi cittadini, ci sono.

Li ha promessi un mese fa Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia: 80-90 milioni di euro per l’intera Lombardia.

«Ma si tratta di vedere a quanto ammonta la fetta che spetta a noi – spiega Giorgio Piccolo, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano – ed è per questo motivo che nelle prossime settimane, credo comunque entro fine febbraio, avremo un incontro in Regione Lombardia. Vogliamo capire meglio su quali cifre si può contare per dare il via a progetti e lavori. Sono ottimista: se non si potrà fare tutto subito, iniziamo almeno a fare il primo passo». Incontro al quale parteciperà una delegazione di sindaci, lo stesso Piccolo e presumibilmente il vicepresidente della Provincia con delega alle grandi opere, Marco Magrini.

L’obiettivo è portare a casa due opere ritenute fondamentali per la viabilità dell’alto Varesotto. Anzitutto il superamento dei tanti, anzi troppi “ostacoli” disseminati una trentina di anni fa, all’epoca della sua realizzazione, lungo la Vergiatese.

Una quantità di semafori, per di più a raso, che raddoppiano i tempi di percorrenza tra Vergiate e Besozzo, cui si aggiunge un limite di velocità -90 chilometri orari- inadeguato per un’arteria a due corsie per senso di marcia.

E poi c’è lo strozzamento della Valcuvia all’altezza di Cuveglio, con il semaforo di Canonica che causa lunghe code specie -ma non solo- negli orari di punta.

Una decina di anni fa, la Provincia (all’epoca era assessore Carlo Baroni) si interessò del problema e presentò un progetto di variante che incontrò alcune resistenze di tipo ambientalista, ma soprattutto di tipo finanziario: si stavano esaurendo gli anni d’oro della finanza pubblica e per l’opera non c’erano denari sufficienti.

Non se ne fece più nulla, così come cadde subito nel dimenticatoio per ragioni tecniche la proposta lanciata dal compianto sindaco di Cuveglio dell’epoca, Romeo Ciglia, volta a sostituire il semaforo con una rotatoria.

Adesso i tempi sembrano maturi per rimettere mano alla questione e accorciare i tempi di percorrenza tra autostrada e nord della provincia, cioè alto Verbano e confine con la Svizzera attraverso il valico di Zenna.