La navetta non parte più Scalo isolato da Lugano

Un vuoto temporale lungo sei mesi rischia di lasciare a piedi chi utilizza il trasporto pubblico per raggiungere Lugano da Malpensa (e viceversa). I bus che dal Canton Ticino ogni giorno si muovono in direzione dello scalo varesino, infatti, si fermeranno il 31 dicembre. Ma prima di giugno non ci sarà nemmeno un treno. È quanto denunciano pubblicamente gli esperti di aviazione di “Vola Malpensa”, rendendo noto ciò che si discute ormai da settimane in aeroporto senza però aver ancora trovato una soluzione condivisa tra le istituzioni lombarde e il governo di Bellinzona. Con l’apertura ormai imminente della ferrovia Arcisate-Stabio, infatti, si stanno delineando i futuri collegamenti tra Como e Varese nonché tra Lugano, Mendrisio e le due città italiane, ma soprattutto del servizio ferroviario per Malpensa. «Purtroppo il collegamento con l’aeroporto – spiegano – arriverà solo a giugno 2018. Oltretutto, anziché collegare senza cambi la S50 da Lugano a Malpensa via Mendrisio-Varese-Gallarate, si è deciso di prolungare il servizio della S40 da Como a Malpensa via Mendrisio-Varese per la quale abbiamo seri dubbi di utilità».

Ma c’è di più. Alla fine dell’anno da Lugano verranno bloccati i servizi bus per Malpensa rendendo la ricca città ticinese priva di qualsiasi servizio pubblico per quello che, sebbene sia oltreconfine, resta il suo principale aeroporto intercontinentale di riferimento. L’ufficio federale dei trasporti di Bellinzona ha deciso di non rinnovare, per almeno tre anni, le concessioni alle tre linee bus che attualmente collegano il Ticino con Malpensa e che scadranno a fine 2017.

«Peccato che il servizio ferroviario sarà attivo soltanto sei mesi dopo, ovvero da giugno 2018», ribadiscono da Vola Malpensa. Oltretutto, quando arriverà, il treno rischia di essere molto più scomodo rispetto alle navette bus, le cui frequenze assicuravano un servizio praticamente costante e con un unico mezzo di trasporto. «Da Lugano i passeggeri dovranno cambiare treno a Mendrisio anziché utilizzare un convoglio diretto come previsto dai progetti. Il servizio sarà molto lento e non competitivo con l’auto. I treni non avranno alta frequenza e non saranno presenti nemmeno ogni ora ma bensì ogni due, quindi scomodi e poco elastici per chi ha necessità di prendere un aereo». Infine, ed è questa l’ultima criticità evidenziata, da Como a Malpensa si può già oggi andare via Saronno e il nuovo collegamento diretto via Varese impiegherà non meno di 85 minuti. «A che serve quindi prolungare la S40 anziché la S50?». Secondo Vola Malpensa, si tratta di pura follia. «In questo modo la Arcisate-Stabio non servirà a nulla per Malpensa, né per avvicinare col treno Lugano all’aeroporto né per collegare il Varesotto ai due terminal».

Dopo aver analizzato lo scenario che potrebbe delinearsi con l’inizio del 2018, scatta l’appello ai dirigenti ferroviari e alle istituzioni (in particolare l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte) affinché si intervenga con repentine modifiche.

«Cambino almeno la direttrice da S40 a S50 per Malpensa con frequenza oraria. Non risolve tutti i problemi ma rende più utile e intelligente il servizio, soprattutto per chi deve raggiungere l’aeroporto da Lugano e dalla provincia nell’asse Varese-Gallarate-Busto». Vola Malpensa non si fa però illusioni: «Purtroppo senza soldi sarà davvero dura sperare in una miglioria almeno fino al 2021, quando l’apertura della galleria di base di Monte Ceneri rimescolerà le carte nei rapporti ferroviari interregionali tra Ticino e Lombardia. Nel frattempo ci ridiano almeno il buon vecchio servizio bus tra Malpensa e Lugano».