La moda made in Varesealla conquista del mondo

La Prealpina -

varese Buone notizie sull’export del sistema moda varesino che cresce rispetto al 2016: +1% a livello mondo nel primo trimestre. A trainare le esportazioni dei prodotti made in Varese sono le piazze orientali, prima tra tutte la Cina (+21% a quota 8 milioni di euro), seguita da Hong Kong (+11% a 15,6 milioni) e Corea del Sud (+38,2% a quota 6 milioni). Bene anche i flussi verso partner tradizionali del settore come Germania (+4,3%), Svizzera (+8,2%) e Spagna (+6,5%). Tra i primi 20 mercati di sbocco crescono a doppia cifra le esportazioni verso gli Stati Uniti (+10,7%), la Tunisia (+11,8%), il Portogallo (+25,5%). I segni meno, invece, riguardano Francia (-4%), Romania (-14,1%), Regno Unito (-4,8%), Giappone (-25%), Polonia (-2,9%), Belgio (-2,7%), Russia (-3,7%), Albania (-56%). A livello di singoli comparti a salire sono soprattutto gli articoli di abbigliamento che si attestano a 81,2 milioni (+7,1%). Stabili (+0,3%) i prodotti tessili a quota 121,1 milioni. In contrazione, invece, la pelletteria che cala del 10% (in valori assoluti, l’export è stato pari a 30,6 milioni).

È proprio in occasione della venticinquesima edizione di Milano Unica a Rho Fiera, appuntamento di punta per il settore tessile-abbigliamento a livello italiano e internazionale, che l’Unione degli Industriali della Provincia fa il punto sull’andamento congiunturale del settore. Nel primo trimestre del 2017, il 53% delle imprese intervistate dall’Ufficio Studi di Univa ha dichiarato livelli produttivi in crescita rispetto ai tre mesi precedenti. Le previsioni per i prossimi periodi sono di una stabilizzazione: l’81% degli intervistati si attende livelli produttivi in linea con quelli attuali, mentre la restante parte si divide in egual misura tra chi prevede un miglioramento o un peggioramento congiunturale. Al contrario è in rallentamento l’andamento del portafoglio ordini. Le ore di cassa integrazione ordinaria tra gennaio e maggio sono state 314.243, in calo del 21%. Tra i quattro principali settori del manifatturiero varesino (metalmeccanico, moda, chimico-farmaceutico e gomma-materie plastiche), il tessile è quello che è ha registrato il calo più significativo.

«Il settore ha sempre molto da dire – commenta Piero Sandroni, presidente del Gruppo Merceologico Univa -. È in prima fila da anni nella valorizzazione delle capacità tecniche della filiera, esaltando sempre la qualità del manufatto tessile made in Italy. Parliamo di una parte fondamentale di quel “bello e ben fatto” che ci aiuta a tenera alta la bandiera della moda italiana nel mondo. Dietro ad ogni look tendenza, outfit, sfilata e passerella, riconosco un particolare, una lavorazione, un tessuto che mi rimanda a questo territorio ricco di competenze e tradizione, che intendiamo continuare a valorizzare e sul quale stiamo lavorando per rendere visibile la qualità dei nostri prodotti anche a livello digitale».