La moda italiana si affida a Varese

Che la provincia di Varese sia universalmente riconosciuta come una delle culle del tessile è cosa nota. Lo è stata agli albori dell’industria dei filati, lo è ancora oggi, grazie al suo saper fare più forte delle crisi che da più di un decennio attanagliano il settore. Ora arriva l’ennesimo riconoscimento per un lavoro portato avanti con cura e determinazione. Tutto il sistema moda, infatti, si affida proprio a Varese. Marino Vago (nella foto) , infatti, già presidente dell’Unione Industriali della provincia di Varese e già membro del consiglio direttivo di Confindustria, da ieri è il nuovo presidente di Sistema Moda Italia. Succede a Claudio Marenzi Ceo di Herno Spa, e attuale presidente di Confindustria Moda, a cui appartiene anche Smi.

Quella di Vago è una sfida importante per il settore, che arriva dopo un anno, il 2017, di crescita, con il fatturato in aumento del 2,4 per cento.

«Stiamo vivendo una situazione congiunturale più favorevole – ha detto ieri Vago davanti ai soci riuniti in assemblea – e arriva dopo dieci anni di pesante crisi che ha modificato la nostra volontà di fare, colpito con violenza le nostre aziende, ucciso le nostre aspettative. Ora dobbiamo dare un futuro alle nostre aziende e ai nostri figli. Dobbiamo investire nel futuro e indirizzare le nostre imprese verso le opportunità che dobbiamo saper cogliere».

Insomma, rimboccarsi le maniche. Una caratteristica che non è mai mancata agli imprenditori tessili del varesotto e anche ai colleghi italiani. Lo dimostra, innanzitutto, l’apprezzamento che il Made in Italy ha ottenuto in tutto il mondo. «Il nostro settore – ha ricordato ieri Vago – ha esportato i suoi prodotti con una media del 57%». I mercati esteri hanno rappresentato una vera e propria boccata di ossigeno, oltre che terra di conquista. «Per questo – ha spiegato bene il neo presidente rivolgendosi anche a chi siederà in cabina di regia a Roma – non dovranno mancare quelle incentivazioni che hanno permesso a molte delle nostre imprese, soprattutto Pmi, di conquistare con i loro prodotti i mercati più lontani. Inoltre, l’industria 4.0 dovrà essere un investimento anche per il governo che verrà. Un investimento per il bene del Paese su un’industria che ha risposto alla richiesta di investire con forte impegno». Poi l’appello specifico per il settore: «Il riconoscimento concreto e non smentito dalle diverse interpretazioni sul territorio, dello studio e realizzazione dei campionari come vero investimento meritevole di credito di imposta».

Insomma, come sempre, anche le aziende del tessile-abbigliamento-moda chiedono semplicemente condizioni adeguate per poter crescere.

Resta un problema, però, da affrontare e si chiama cambio generazionale. E non tanto ai vertici delle aziende, quanto proprio nei reparti di produzione.

«Che risposta potremo dare alle nostre aziende – ha sottolineato ieri Vago durante il suo discorso di insediamento – che vedranno uscire circa 45mila loro qualificati dipendenti nei prossimi cinque anni, quando al percentuale di sostituzione non arriva neppure al 50 per cento?». «L’aver considerato, sbagliando, il tessile come settore maturo – ha aggiunto il presidente – privo di possibilità di crescita e in declino, ha portato generazioni di giovani a non considerarlo nel proprio futuro professionale. Anche noi non siamo riusciti a reagire per cercare di invertire questo trend ed il risultato è quello che vediamo oggi. L’incapacità a sostituire nei prossimi anni un numero considerevole di nostri qualificati dipendenti che lasceranno il settore per raggiunti limiti di età. Per questo mi rivolgo ai giovani e alle loro famiglie: non guardate al nostro settore solo ed esclusivamente per la parte più appariscente. Nella nostra filiera ci sono tante opportunità per poter sviluppare professionalità interessanti, mestieri che cambiano giorno dopo giorno e aggiungere nuove conoscenze».

«Nostra filiera al top»

 

«L’elezione di Marino Vago alla Presidenza di Sistema Moda Italia, rappresenta ancora una volta la capacità del sistema imprenditoriale varesino di esprimere una classe dirigente in grado di ricoprire cariche chiave nella rappresentanza dell’industria italiana». Commenta così, Riccardo Comerio, presidente dell’Unione Industriali della provincia di Varese, il nuovo incarico di Vago. E aggiunge: «L’elezione di Marino Vago non è, però, solo il riconoscimento ad un percorso professionale di eccellente imprenditore e di esperto uomo di Sistema. Essa, infatti, è da leggere anche come una fotografia dell’importanza che le imprese varesine del tessile e abbigliamento rivestono all’interno del settore a livello nazionale. Il nostro territorio rimane uno dei pochi in Italia a incorporare in pochi chilometri l’intero ciclo produttivo.

Il Varesotto, nonostante i difficili anni di una lunga crisi, mantiene intatta tutta la filiera di un comparto che è un’eccellenza nel panorama del made in Italy. Basti pensare che la nostra provincia rappresenta una nicchia manifatturiera che per numero di addetti è ottava in Italia per la produzione del tessile, dell’abbigliamento e della moda. Ed è quarta per il solo tessile».

«È anche in questi numeri – conclude Comerio – oltre che nelle indiscusse dote personali di Marino Vago, che sono da ricercare le motivazioni alla base dell’elezione di un esponente della nostra imprenditoria ai vertici di Smi».