La mobilità sostenibile accende i nuovi motori nelle Pmi del Varesotto

La Prealpina - 07/02/2020

– La rivoluzione dell’auto elettrica prende il via da Varese. O meglio: potrebbe ingranare la marcia giusta ai piedi delle Alpi, proprio là dove l’automotive è di casa. Certo, servirebbe un ponte ideale di congiunzione tra Lombardia e Piemonte, da sempre regione regina dell’industria delle quattro ruote. L’intuizione è di Confartigianato Imprese Varese che, per dimostrare la validità della proposta e aprire una nuova strada per le Pmi della provincia, ha dato mandato a The European House Ambrosetti di analizzare il settore e le sue potenzialità sul territorio. E, dai primi risultati, sembrerebbe che l’intuizione dei vertici dell’organizzazione di viale Milano sia giusta. L’asse tra Lombardia e Piemonte computa infatti un fatturato riconducibile alla mobilità avanzata che attualmente sfiora i 2,2 miliardi e che, in futuro, potrebbe arrivare a quota 44,5 miliardi, anche a fronte di una crescita del 19,5% nel periodo compreso tra 2014 e 2018. Nel complesso, il cluster potenziale oggi conta più di 1.500 imprese e 83mila occupati (con prospettive di sviluppo incrementali) e la provincia di Varese si piazza per due volte sul podio del gruppo delle teste di serie: è seconda dopo Milano per numero di imprese e terza, a ruota di città metropolitana e territorio di Monza e Brianza, per fatturato e occupati. «Ragionare su questo settore – spiega Mauro Colombo, direttore di generale di Confartigianato imprese Varese – significa mettere fondamenta solide per accompagnare il percorso di riconversione e digitalizzazione delle imprese attive nel comparto dell’automotive, avviare un dialogo tra settore pubblico e privato con lo scopo di favorire interventi sulla rete infrastrutturale e dei collegamenti e attirare nuovi investimenti. A ciò si aggiungano gli interventi «per avviare percorsi formativi specialistici di eccellenza e incentivare le collaborazioni con il sistema dell’università e della ricerca». Le province coinvolte nell’analisi sono varese, Milano, Como, Lecco, Monza e Brianza, Novara e Verbano-Cusio Ossola. Nelle sette province coinvolte la ripartizione del campione di imprese analizzato si articola dalla manifattura (prevalente nelle province di Milano e Lecco, a quota 32% nel Varesotto) alla vendita (ambito nel quale Varese raggiunge il 33,5% del totale imprese afferenti al settore della mobilità avanzata). Seguono i comparti dell’utilizzo e post-vendita e la rete infrastrutturale e dei combustibili alternativi, dove Varese è al 38% per ricavi e al 52% per tasso di occupazione. Nell’alveo del manifatturiero, invece, le specializzazioni dominanti in provincia sono i sistemi elettrici e le carrozzerie mentre la media delle altre sei province si suddivide in modo più equo tra sistemi elettronici, sistemi elettronici e carrozzerie. In queste ultime due specializzazioni, nel Varesotto si concentrano tra l’altro quattro occupati su cinque del settore manifatturiero: un primato che non riesce a nessun altro territorio