“La mia storia”: l’autobiografia di Ambrosetti approda in libreria

La Prealpina - 07/02/2018

«Non ho scritto questo libro perché fosse venduto, ma per i miei nipoti»: così Alfredo Ambrosetti parla della sua autobiografia, “La mia storia” (Egea editore), pubblicato l’anno scorso e da qualche giorno disponibile anche in tre librerie (alla Feltrinelli di Varese, alla Hoepli di Milano e all’università Bocconi).

Un capitolo fu presentato in anteprima dalla Prealpina lo scorso maggio e ora il volume compare anche “nello scaffale”.

Perché è vero che lo spirito più profondo è quello della testimonianza umana e professionale: lo dice la dedica alla moglie Lella, ai figli Chiara e Antonio e ai cinque nipoti Vittoria, Virginia, Matilde, Amanda e Alfredo Matteo, l’ultimo arrivato che porta il nome del nonno. Ma è anche vero che molti estimatori di questo varesino illustre finalmente possono ora cogliere l’occasione per trovare più facilmente l’opera. Un’opera in cui c’è tutto: personaggi, aneddoti, ricordi personali, fotografie legate a una carriera unica partita dalla Città Giardino e approdata ai vertici mondiali. Ambrosetti, ottantaseienne, inventore del Forum di Villa d’Este a Cernobbio dove da 43 anni si danno appuntamento i più grandi nomi dell’economia e della politica internazionale, ha accettato di vincere la sua celebre ritrosia su sollecitazione della famiglia. Perché questo «signore mite, di una cortesia fuori dal tempo, ma di inossidabile determinazione», come lo definisce l’ex direttore del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli nella sua prefazione, ha sempre preferito stare dietro le quinte, senza cedere alle lusinghe dei riflettori o delle troppe interviste. Eppure grazie al “consulente delle star” dal lago di Como sono passati capi di Stato e luminari, Arafat e Peres, Agnelli e Kissinger, Ratzinger e Navarro-Valls, Rania di Giordania e Naomi Campbell. Tutti volti che sfilano fra gli altri nella Galleria dei ricordi che compone l’album centrale del volume di 422 pagine dedicato a raccontare la lunga parabola personale e lavorativa. Spazio anche a una serie di testi che rappresentano il fulcro della “cultura Ambrosetti” e che virano dalla globalizzazione ai mali del nostro Paese, fino alla gestione strategica delle aziende. Ne nasce un’autobiografia intensa, ricca di dati e di ricordi, di consigli e visioni: perché si possono rileggere con orgoglio 50 anni di storia senza perdere lo sguardo curioso verso il futuro