«La manifattura 4.0 dev’essere semplice»

La Prealpina - 10/05/2017

Il Piano Nazionale per l’Industria 4.0 riserva agli atenei un ruolo strategico e la Liuc- Università Cattaneo prova a fare la sua parte. Con una nuova proposta formativa e partendo da una certezza: la quarta rivoluzione industriale deve innestarsi su processi produttivi semplici, stabili, che minimizzano gli sprechi. In altre parole sulla “lean production”, la produzione snella. Il tema è stato trattato ieri nel convegno annuale organizzato dal Lean club dell’università. Luciano Massone, a capo del World Class Manufacturing Fca, e Franco De Regibus, architetto specializzato in sistemi di automazione in ambito automobilistico, lo hanno approfondito davanti a 250 tra manager, proprietari d’azienda e studenti. «Il dibattito sull’Industria 4.0 – ha affermato il rettore Federico Visconti – va guidato, ha bisogno di una presa di misura. Quali, tra le nuove tecnologie, serviranno alla mia azienda? Gli imprenditori ce lo chiedono».

Massone ha sottolineato come nell’evoluzione di Fiat Chrysler Automobiles ci siano due elementi a suo avviso poco considerati nel dibattito italiano: «Leadership e costi. L’unità di misura del World Class Manufacturing è l’euro. Occorre chiedersi: che beneficio porta una certa novità?» Prima di illustrare i cambiamenti organizzativi, tecnologici e di comunicazione interna di Fca, il monito sul trapianto di modelli esteri: «Quello tedesco si riferisce a Pmi diverse da quelle italiane, che in Germania sarebbero considerate micro imprese. Qui quel sistema farebbe morire le nostre aziende». Sul collegamento tra Lean production e Industry 4.0 si è espresso De Regibus: «Bisogna evitare di automatizzare gli sprechi. La Manifattura 4.0 è un volano per incrementare i vantaggi della produzione snella».

Dichiarazioni in sintonia con quelle di Tommaso Rossi, direttore del Lean Club, che ha riepilogato le performance delle aziende iscritte: «Fra i nostri compiti c’è quello di valutarne i risultati. Hanno ottenuto una valutazione media di 6,59 su 10. Fa la differenza soprattutto l’effort: anno in cui si è incominciato il processo, numero di persone coinvolte, quantità di ore di formazione». Su quest’ultima si è soffermato

Raffaele Secchi, a capo della Liuc business school: «Il nostro Executive Program Industry 4.0, in partenza a ottobre, è rivolto ai responsabili di settori che vanno dalla progettazione alla logistica. Avrà un approccio esperienziale, con la possibilità di sperimentare quanto appreso nel nostro I-Fab. Questo dovrebbe garantire alle aziende un ritorno rapido dell’investimento in formazione».