La locomotiva varesina dell’industria tira il fiato a si mette a ruota

Valleolona - 06/05/2016

Quanto resti ancora delicato il momento economico e sia fuori luogo pensare di essersi lasciati il peggio alle spalle, è il messaggio lanciato dall’analisi degli ultimi dati. Questa volta infatti Varese vede la produzione industriale crescere meno della media regionale. Dopo aver registrato buone performance per gran parte del 2015, quando per alcuni trimestri si erano registrati dati migliori rispetto ad altre province lombarde, nel periodo gennaio-marzo di quest’anno l’analisi congiunturale dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Varese evidenzia un incremento modesto, non superiore allo 0,2%.

Una nota ulteriormente negativa viene poi dal mondo artigiano. Qui, l’indice di produzione manifatturiera segnala una variazione tendenziale negativa pari addirittura al -2,7%, sensibilmente peggiore al dato lombardo che rimane in territorio positivo con il +0,7%. Le quasi trecento imprese varesine dei vari settori che hanno risposto all’indagine, insomma, hanno manifestato un atteggiamento di prudenza, evidenziando preoccupazione per una situazione economica influenzata e resa più fragile dallo scenario politico internazionale. Scenario che, con i conflitti in atto nell’area del Mediterraneo e i nodi da sciogliere sul piano europeo, sta costringendo a rivedere al ribasso le stime di crescita a livello mondiale.

Entrando nel merito dell’analisi congiunturale varesina, si segnalano le difficoltà nel primo trimestre 2016 di settori come la Meccanica (-1,4%) e gli Alimentari (-9,4%) che avevano sostenuto la ripresa durante lo scorso anno. In territorio negativo anche il Tessile (-5,9%), l’Abbigliamento (-1,7%) e la Gomma-Plastica (-1%) oltre al Legno-Mobilio (-11%). Sul versante positivo, invece, i Mezzi di Trasporto (+10,4%) e la Chimica (+4,2%).

In questo contesto, assume sempre più rilevanza per le nostre imprese l’attenzione ai mercati esteri: la quota di fatturato generata da vendite all’estero nel periodo gennaio-marzo 2016 ha raggiunto, nel caso dell’industria, la percentuale record del 48,3%.

Questa dinamica dell’export sembra sostenere la fiducia degli imprenditori: oltre l’85% di quelli interpellati nel mondo dell’industria si aspetta nell’immediato futuro una crescita della produzione o quantomeno la sua stabilità. Percentuale che cala se si prendono in considerazione le risposte degli artigiani: qui la sommatoria tra crescita e stabilità raggiunge la quota del 77%.