La Liuc scommette sul mondo

Giulia vive in provincia di Varese, è studentessa della LIuc e ha trascorso 5 mesi a Parigi in Erasmus. Akhatjon Nasullaev ha qualche anno in più di lei, proviene dall’Uzbekistan e ed è dottorando in Management. Finance and Accounting alla Liuc. IN comune hanno il desiderio di imparare nozioni e vivere esperienze che possano poi consentire di svolgere lavori di prestigio, magari girando il mondo. I loro percorsi sono il miglior biglietto da visita per quello che è sicuramente uno dei plus dell’ateneo di Castellanza, vale a dire la profonda propensione all’internazionalizzazione. Basta qualche numero a dimostrarlo. Gli studenti Liuc che studiano in Europa e fuori Ue sono aumentati del 31% da un anno all’altro. Sono 237 in uscita nel corso dell’anno accademico 2016/2017, diventati 311 per l’anno accademico 2017/2018.

Ecco perchè proprio il tema dell’internazionalizzazione sarà al centro della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’università, in programma il prossimo 20 novembre. «L’internazionalizzazione per noi è fondamentale – ha spiegato ieri il rettore della Liuc, Federico Visconti – . Negli anni abbiamo creato una rete di collaborazioni che ci consentono di far muovere gli studenti ma anche i docenti. Ma teniamo ben presente un punto di partenza. L’internazionalizzazione è un bisogno del mercato».

Nel giorno dell’inaugurazione, oltre agli interventi del presidente Michele Graglia e dello stesso rettore Visconti, sono previste le relazioni di Jean Philippe Ammeux, Dean Ieseg School of Management, e Fabio Rugge, rettore dell’Università degli studi di Pavia e referente per il tema dell’internazionalizzazione alla conferenza dei rettori.

«Il 90 per cento dei nostri studenti che partecipano a programmi di internazionalizzazione si dichiarano poi soddisfatti dei risultati ottenuti – ha spiegato Raffaella Angelucci, responsabile dell’internazionalizzazione Liuc – e non soltanto dal punto di vista strettamente accademico, ma anche sul fronte dell’arricchimento personale. Il confronto con coetanei che provengono da tutto il mondo e il contatto anche con modalità di insegnamento differente sono molto apprezzati. Creano una apertura mentale e culturale importante nel percorso di formazione dei ragazzi».

I dati di mobilità dell’ateneo di Castellanza sono in netta progressione. dall’anno accademico 2014/2015 ad oggi si registra un aumento del 60 per cento degli studenti che hanno trascorso almeno una media di quattro mesi all’estero. La percentuale di segno positivo è stata una costante nel corso del tempo: +22 per cento di studenti in uscita dal 2014 al 2016 e un +31 per cento dall’anno accademico in corso al preventivo per il prossimo. Va detto che sono in aumento anche gli studenti in entrata: 168 nell’anno accademico 2014 e 230 come dato definitivo del 2016. ovvero un balzo in avanti del 36,9%.