La lezione di Ambrosetti tra merito e formazione «Studiate per tutta la vita»

«Non bisogna mai smettere di studiare: ognuno è leader e responsabile della propria vita, nessun altro garantisce per noi»: ogni volta che parla lascia il segno Alfredo Ambrosetti, che ieri su invito del questore ha tenuto a Villa Recalcati una lezione sulla formazione a una platea di “divise”. Agenti della Polizia di Stato, della Polizia locale, ufficiali di carabinieri e Guardia di finanza e dirigenti dei vigili del fuoco hanno riempito la sala Ambrosoli per un convegno che ha spaziato su molti temi, nel solco della lunga carriera dell’inventore del Forum di Cernobbio. Proprio a Villa d’Este è nato l’intenso rapporto fra il consulente delle star e le forze dell’ordine. «Il lago di Como era scandagliato anche dai sommozzatori per evitare attentati essendoci capi di stato e autorità», ha ricordato Ambrosetti introducendo uno dei suoi cavalli di battaglia. Cioè la formazione permanente, un’in – tuizione vincente di mezzo secolo diventata una filosofia di vita. «Alla base del successo c’è la capacità di vedere il futuro e non solo di guardare il presente. Così siamo riusciti a inventare un metodo seguito anche da Walt Disney». Uno stupore carico di ottimismo che ancora si legge negli occhi di Ambrosetti, 88 anni da compiere a giugno dopo una lunga parabola iniziata nella Città Giardino a cui è rimasto sempre legato. L’ha ribadito il giornalista Matteo Inzaghi, moderatore del convegno che ha visto la presenza del prefetto Enrico Ricci, del questore Giovanni Pepè, del sindaco di Varese Davide Galimberti e dei comandanti delle forze dell’ordine. Ma come si concilia questa visione “aziendale” con chi ogni giorno è in prima fila per l’incolumità collettiva? «Il cambiamento non è certo una novità – precisa Ambrosetti -. Ma la rivoluzione è senza dubbio la modalità di questo cambiamen – to, continuo e velocissimo. Dobbiamo aggiornarci ogni 4-5 anni. La sfida riguarda tutti, anche le amministrazioni e le istituzioni, anche se è molto più complesso rinnovare strutture complesse con molte persone all’interno». Così diventa fondamentale l’autoresponsabilizzazio – ne, la necessità di non delegare ad altri il proprio destino: «Questo è un tema centrale nell’emergenza educativa. Bisogna studiare tutta la vita: pensare che le poche regole dell’inizio siano sufficienti per sempre è un’illusione. Non dobbiamo puntare all’im – piego a vita, ma all’impie – gabilità a vita, cioè la possibilità di essere spendibili nel mondo del lavoro grazie a competenze sempre aggiornate». La leva è la meritocrazia, «l’unica a far emergere i talenti», come la libertà da politica e interessi: «Nessuno ha mai capito di che partito fossi, molte aziende avrebbero messo volentieri la loro immagine sul nostro Forum, ma non l’abbiamo mai permesso, rinunciando anche a forti guadagni. Prima c’è l’etica». Un monito ampio, raccolto da un centinaio di presenti capitanati da questore e prefetto: «La formazione permanente – ha concluso quest’ultimo – riguarda anche l’ammini – strazione che però ha tempi meno rapidi a causa dei vincoli di legge».