La Lega va in Sicilia Vuole risollevare l’aeroporto di Birgi

La Prealpina - 15/01/2019

a Lega schiera Tarantino e Cassani per sollecitare il rilancio dell’aeroporto. Di Trapani Birgi. «Su spinta della Lega la politica è riuscita a fare squadra e Malpensa è ripartita», così il sindaco di Gallarate Andrea Cassani ha sintetizzato il Modello Malpensa da esportare per sostenere il progetto di rilancio dello scalo trapanese di Birgi, in crisi dopo che è crollato da oltre due milioni a meno di 500mila passeggeri trasportati.

L’iniziativa, voluta dalla Lega siciliana (il cui commissario regionale è il sottosegretario di Tradate Stefano Candiani), è stata presentata ieri mattina a Marsala, con il deputato di Samarate e il sindaco di Gallarate come testimonial, chiamati a «portare l’esperienza dell’importanza di un aeroporto all’interno di un territorio», a fianco del responsabile degli enti locali della Lega siciliana Igor Gelarda, che è il braccio destro di Candiani sull’isola, e dell’imprenditore Tommaso Dragotto, fondatore della società di autonoleggio Sicily by Car, che ha una propria sede anche a Samarate. «Conoscevo Birgi perché l’anno della guerra in Libia si prese tutta la tassa d’imbarco destinata ai Comuni aeroportuali», l’amarcord da sindaco di Leonardo Tarantino.

«Abbiamo portato in Sicilia l’esempio di Malpensa, aeroporto che era nato per diventare il più grande hub d’Italia ma che è stato messo in ginocchio da scelte politiche nazionali, e poi si è risollevato grazie alla determinazione e all’impegno del territorio e del management della società di gestione aeroportuale – racconta il deputato del Carroccio – una vicenda che è la dimostrazione che non è la politica a decidere dove volano i passeggeri, ma l’attrattività di un territorio. La politica crea sinergie fra il tessuto economico locale e l’aeroporto».

Anche il sindaco Cassani ha richiamato il caso del dehubbing di Alitalia a Malpensa: «Un grosso problema per il territorio, perché il venir meno di 7 milioni di passeggeri provocò pesantissime ricadute, se pensiamo che si stimano mediamente mille posti di lavoro di indotto ogni milione di passeggeri. Fortunatamente la politica, su spinta della Lega, è riuscita a fare squadra e Malpensa è ripartita, anche grazie alle low cost, e nel 2018 ha registrato il record di oltre 24,5 milioni di passeggeri». Così oggi, ha ricordato Cassani, a Gallarate su 53mila abitanti «ben 1.600 sono occupati a Malpensa, 300 dei quali in Sea. Senza Malpensa, avremmo una situazione esplosiva», dal punto di vista occupazionale. Ecco perchè il sindaco dei Due Galli invoca la rinascita di Birgi: «Come Lega riteniamo le infrastrutture necessarie, a maggior ragione qui da voi, visto che l’aeroporto non è vicino ai centri abitati». E Tarantino promette: «Vogliamo farci carico delle proposte della Lega per il rilancio di Birgi».

Chissà cosa ne pensano i sindaci del Cuv e i cittadini che vivono sul territorio che chiedono infrastrutture non per Birgi. Ma per Malpensa.

Proprio quelli della tassa d’imbarco

Proprio a Trapani Birgi, quelli che ci avevano “fregato” i soldi della tassa d’imbarco nel 2011?». Mauro Cerutti (nella foto Blitz), vicesindaco di Ferno e presidente di Ancai, l’associazione dei Comuni aeroportuali italiani, strabuzza gli occhi quando scopre che il suo ex collega del Cuv, il deputato del territorio Leonardo Tarantino, era in trasferta in Sicilia per sostenere il progetto di rilancio dello scalo trapanese di Birgi. Perché quell’aeroporto, tra i sindaci di sedime di Malpensa dell’epoca (quando presidente Ancai era ancora Mario Anastasio Aspesi, allora primo cittadino di Cardano al Campo), come Cerutti, ricorda lo scippo dei proventi dell’addizionale comunale per i diritti d’imbarco ai tempi dei bombardamenti contro Gheddafi, interamente devoluti a Birgi a titolo di compensazione rispetto al fatto che lo scalo era stato chiuso al traffico civile per essere riservato ai caccia militari in partenza per la Libia.

«Tarantino? Sarebbe meglio che si occupasse del suo territorio…» si lascia scappare Cerutti, che sulla tassa d’imbarco sta conducendo una lunga battaglia per poter recuperare gli arretrati dei fondi mai ricevuti dai Comuni aeroportuali, per i quali quell’addizionale fu istituita ma ai quali arrivano solo briciole. «Da Roma per ora non ci sono novità – sottolinea l’ex sindaco di Ferno – se non che l’udienza del nostro ricorso per recuperare i soldi che ci spettano è stata spostata da febbraio a novembre, perché siamo in Italia…».

Una battaglia che i sindaci aeroportuali conducono in solitaria, al pari di quella sull’Iresa, la cosiddetta tassa sul rumore di competenza regionale, che la Lombardia ha sospeso nel 2013 per via della crisi di Malpensa. «Continuo ad aspettare che qualche parlamentare o consigliere regionale ci diano una mano – lo sconforto di Mauro Cerutti – alcuni non sanno neanche di cosa si parli, quando dicono che non vogliono mettere nuove imposte a carico delle compagnie aeree e dei viaggiatori. L’Iresa, che nel bilancio complessivo di un anno potrebbe dare un grosso aiuto ai Comuni aeroportuali, inciderebbe per 7 euro e 46 centesimi su un aereo cargo a pieno carico. Meno di una goccia nel mare».