La grande festa senza età né confini

Trofeo Garbosi successi di Milano, Frency Phenoms e Pall. Varese
Il Trofeo Garbosi celebra i suoi primi 40 anni con l’abituale festa finale all’Enerxenia Arena. Più di 800 i ragazzi sul parquet del tempio del basket varesino per l’atto conclusivo della manifestazione giovanile lanciata nel lontano 1980 da Paolo Vittori. Oltre 2500 i presenti a Masnago per le due finalissime delle categoria Under 13 e Under 14 che hanno concluso il programma delle 157 partite disputate nella eccitante e coloratissima maratona avviata dal pomeriggio di venerdì su 18 campi di Varese e provincia. La forza del Garbosi è rappresentata proprio dai numeri delle società e dei praticanti coinvolti e dalla trasversalità delle amicizie che si creano tra ospitanti ed ospitati: in 40 anni più di 2500 squadre e 30mila giovani cestisti hanno sfilato a Masnago, creando un circuito di aficionados di ogni età. «Questo torneo l’ho visto nascere, e sono qui insieme a tutti voi per una cosa che ci accomuna, ossia il grande amore per il basket»: così il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha salutato i partecipanti delle 68 squadre Under 12, Under 13 e Under 14 che hanno riempito interamente il parquet dell’Enerxenia Arena condividendo la passerella finale insieme alle protagoniste delle finali. Come al solito le big varesine hanno recitato un ruolo da primattrici nell’atto conclusivo: tre i podi raggiunti dalla Pallacanestro Varese, terza classificata con i 2007 di Gianfranco Pinelli nella categoria vinta domenica a Gallarate dall’Olimpia Milano e poi protagonista delle due finali di ieri mattina. Gli Under 13 di Giulio Besio hanno ceduto il passo alla selezione transalpina dei Frency Phenoms (56-67), mentre gli Under 14 di Cristiano Maino hanno riscattato la sconfitta in volata nella finale dell’anno scorso piegando 65-48 i cugini della Coelsanus Varese grazie ai 26 punti del dinamico play Weilun Zhao. Doppio podio anche per la Robur et Fides, che oltre al secondo posto dei 2005 – la decima finale in carriera con 5 vittorie per Giovanni Todisco – si sono piazzati terzi con l’annata 2006. Sulle tribune della finale, tra tanti notabili, ha colpito il fitto dialogo tra il ministro delle giovanili varesine Gianfranco Ponti ed Attilio Caja, trait d’union tra l’attualità dell’OJM padrona di casa al Lino Oldrini e l’entusiasmo di chi tra gli 800 della sfilata finale sogna a occhi aperti di tornarci fra qualche anno. Come è capitato ad Andrea Meneghin, di passaggio, salutare l’ex compagno Marcelo Damiao, premiato per il suo bel progetto per i ragazzi delle Favelas brasiliane con i quali ha partecipato al Garbosi 2019. Chiusura col messaggio finale del padre fondatore Paolo Vittori: «Siamo arrivati al quarantesimo anniversario, puntiamo ad arrivare a cento con l’entusiasmo di sempre e l’aiuto delle famiglie che ospitano».