La fiaccola si avvicina: «Sarà indimenticabile»

La Prealpina - 09/02/2018

Ogni olimpiade è garanzia di brividi, ogni campione riesce a commuovere quando taglia il traguardo, sprona i compagni o accompagna la torcia fino al braciere. Tutte emozioni che si potranno vivere ai “Play The Games – Giochi Regionali Special Olympics della Lombardia 2018”, il più importante evento regionale dedicato agli atleti con disabilità intellettiva che si terrà dal 27 al 29 aprile fra Varese, Gallarate, Tradate, Casorate Sempione e Arsago Seprio. Le gare vedranno la partecipazione di circa 650 atleti accompagnati da tecnici, famiglie e volontari per un totale di oltre 2.500 presenze. Dodici le discipline rappresentate: basket, golf, nuoto, bowling, tennis, ginnastica, calcetto, bocce, badminton (volano), atletica leggera, pallavolo ed equitazione. Il comitato organizzatore ha “aperto i giochi” con il primo lancio ufficiale di ieri alle Ville Ponti: c’erano Giulio Velati, direttore regione Lombardia Special Olympics Italia, Lella Ambrosetti, membro del board nazionale di Special Olympics Italia e responsabile della cerimonia di apertura, Franco Guidetti, Governatore Lions Distretto 108 IB1 e Valerio Festi dell’omonimo Studio che firma l’inaugurazione. Presenti il prefetto Giorgio Zanzi, il sindaco di Varese Davide Galimberti, il presidente della Camera di commercio Fabio Lunghi e Alfredo Ambrosetti. Una squadra che sta mettendo a punto nel dettaglio il calendario degli eventi, con la speranza di «proporre qualcosa che rimarrà nella memoria della città – si è augurata Lella Ambrosetti -. Lo scopo più profondo è lottare contro stereotipi e pregiudizi, favorendo l’inserimento sociale dei ragazzi, che hanno doti incredibili ostacolate dalla disabilità. La cerimonia di apertura del 27 al PalA2A, presentata da Paola Saluzzi e da Pier Bergonzi (vicedirettore Gazzetta dello Sport), vedrà anche la partecipazione di famosi testimonial del mondo dello sport come Nicolò Martinenghi per il nuoto, Aldo Ossola, Dino Meneghin, Gianmarco Pozzecco e Toto Bulgheroni per il basket, Ivan Basso, vincitore di due Giri d’Italia e podio al Tour de France, Pietro Anastasi e Gianni Rivera per il calcio, Elia Luini per il canottaggio e Stefania Croce per il golf. Grazie al riconoscimento del Comitato olimpico, ci saranno tutti i momenti ufficiali, dalla marcia della torcia all’alzabandiera ai giuramenti».

Tutto in grande stile anche grazie alla magia creata dai creativi di Velate, fra ballerine sospese su cavi d’acciaio e musiche, sulla scia dei grandi spettacoli portati in mezzo mondo: «Abbiamo pensato a una festa carica di gioia dove i protagonisti saranno i ragazzi stessi e le loro abilità – spiega Valerio Festi -. Si esibiranno anche gli atleti metropolitani del Parkour. E il gran finale sarà affidato ai super eroi di ieri e di oggi. Quelli che tutti i ragazzi sognano da sempre».

Dai Giardini al Palazzetto Lo sport diventa spettacolo

C’è la firma della più nota dinastia americana su Special Olympics. Eunice Kennedy Shriver fondò il movimento nel 1968, ispirata dalla vita di una sorella disabile: dal 1999 le gare sono uscite dagli Usa approdando in tutto il mondo. E ora anche a Varese, grazie al team lombardo che promette di creare un evento d’impatto emotivo. Il programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi ed adulti, con disabilità intellettiva festeggia i suoi primi 50 anni, sempre con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale e la reciproca comprensione. L’evento vedrà tutti i momenti tipici delle olimpiadi vere e proprie: come la “torch run”, la marcia della fiaccola dai Giardini Estensi al palazzetto di Masnago passando per le vite del centro. «Lo sport può ridare la dignità a persone che rischiano di restare ai margini – ha spiegato ieri Giulio Velati -. Speriamo che molti altri volontari diano la loro adesione: hanno già dato la disponibilità circa 300 studenti, ma si può fare di più». I Play the Games vogliono dunque coinvolgere tutti gli istituti scolastici, le associazioni sportive e le famiglie del territorio: importanti i momenti di gioco condiviso fra ragazzi con e senza disabilità. Tutti sullo stesso campo.