La fabbrica intelligente apre anche in provincia

La Prealpina - 26/05/2017

Si chiama fabbrica intelligente ed è la punta più avanzata del manifatturiero. 4 IN provincia di Varese conta esperienze illutri, come Whirlpool e Tenova. E proprio i manager delle due aziende, ieri sono stati tra i protagonisti dell’assemblea annuale di Afil, l’associazione fabbrica intelligente Lombardia, che si è riunita ieri nella sede di Gallarate dell’Unione Industriali della provincia di Varese. Un cluster legato a doppio nodo con l’industria 4.0, la manifattura digitale e i processi produttivi più innovativi. Sono 131 le imprese che aderiscono ad Afil, a cui si affiancano in un unico progetto di networking anche 13 enti di ricerca e università e 10 associazioni datoriali territoriali e di categoria del Sistema Confindustria.

Quanto conviene aderire al cluster di AFIL? Fino ad oggi – è il dato emerso durante l’Assemblea – i progetti di ricerca e innovazione finanziati dei soci di AFIL hanno un valore di 29 milioni di euro. Si aggiungono a questi 2,5 milioni non ancora ufficialmente assegnati, ma destinati alle imprese lombarde, all’interno del bando Interregionale Manunet, che Afil è riuscita a mobilizzare insieme a Confindustria Lombardia e Itia-Cnr, per il sostegno di iniziative trans-nazionali di innovazione nel settore del manifatturiero avanzato. Di 4 milioni è, invece il valore dei progetti di policy making nei quali Afil è coinvolta direttamente con Regione Lombardia. Di questi, la quota di progetto assegnata ad AFIL è di 300 mila euro. E poi ancora: i progetti di cooperazione legati a Interreg e Horizon 2020 in cui è direttamente coinvolto il cluster lombardo della fabbrica intelligente che hanno un valore di 16 milioni di euro, 900mila dei quali sono assegnati esclusivamente ad Afil.

«Il cluster Lombardo della Fabbrica Intelligente ha consolidato il suo ruolo di protagonista come motore di nuove iniziative, tramite la promozione di network tra imprese, università e Regione Lombardia», ha affermato Stefano Scaglia, Presidente Afil.

È anche grazie alla capacità dei cluster come Afil di reinterpretare il tradizionale modello italiano del distretto industriale, che l’Italia e la Lombardia hanno cominciato a scalare le classifiche europee dei finanziamenti Ue destinati alle attività di ricerca e sviluppo delle piccole e medie imprese, in stretta sinergia con le grandi. A livello nazionale la Lombardia è prima in graduatoria per numero di progetti finanziati: 104 per 119 beneficiari. Milano, medaglia d’oro a livello di province con 59 beneficiari. Una classifica, quella provinciale, che vede piazzarsi tra i primi 10 posti anche altri territori lombardi come Brescia (sesto posto), Monza e Brianza (settimo), Bergamo e Varese (nono posto pari merito).

«Possiamo e dobbiamo, però, fare meglio», è stato il monito del Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Riccardo Comerio: “Lo stesso Piano Nazionale della Ricerca si pone l’obiettivo di raggiungere la quota del 10% dei finanziamenti Ue di Horizon 2020. È vero che per alcune voci delle ‘call’ legate all’industria come quelle dello Spazio, delle Nanotecnologie e delle Pmi, siamo, anche grazie ai Cluster come Afil e come il Lombardia Aerospace Cluster, sopra questa soglia, ma il dato medio nazionale rimane intorno all’8%. È singolare che l’Italia, il Paese in cui il modello del distretto è nato, non sia ancora in grado di cogliere, dunque le opportunità offerte ad esso dall’Europa. L’Italia in tutta la sua ricchezza di distretti industriali deve saper primeggiare».