La e-fattura infiammai distributori di benzina

Da un lato c’è l’Agenzia delle Entrate che ogni giorno fa il punto sul numero di fatture elettroniche scambiate tra imprenditori, partite Iva, clienti e fornitori e che con fermezza sostiene che il nuovo sistema funziona senza intoppi. Dall’altro ci sono i cittadini chiamati ad utilizzare questo nuovo strumento ogni giorno e che, in verità, qualche difficoltà ce l’hanno eccome.

Magari meno negli uffici amministrativi delle aziende strutturate, di sicuro in maniera evidente per chi in qualche modo deve arrangiarsi da solo. Basta fermarsi a fare benzina in qualunque stazione di rifornimento per rendersene conto. I gestori trascorrono più tempo dietro al bancone della cassa che alle pompe, con non poche lamentele, e i clienti, per saldare il dovuto, si ritrovano ad attendere in coda anche per 15-20 minuti, nella speranza che le nuove procedure informatiche non subiscano intoppi.

E così, dopo un paio di settimane dall’entrata in vigore della e-fattura, Figisc, il sindacato dei gestori impianti stradali carburanti, lancia l’allarme e parla di «grandi difficoltà» per i titolari delle stazioni di servizio.

«Effettivamente anche noi rileviamo che i gestori sono veramente sotto pressione – sottolinea Roberto Tanzi, direttore di Ascom Varese – Fanno molta fatica a procedere con questi adempimenti. Anche perchè ci sono delle compagnie che si sono attrezzate e hanno fornito i gestori di una strumentazione adeguata e veloce, mentre in altri casi i gestori hanno dovuto attrezzarsi in maniera autonoma. E così sono partiti magari con programmi informatici non così immediati».

Le conseguenze poi ricadono anche sulla clientela. Si allungano i tempi del servizio (soprattutto con le carte carburante, molto diffuse tra le aziende) e per i gestori aumentano i tempi di lavoro.

«Il che significa – continua Tanzi – che se il gestore lavora da solo è costretto a orari allungati, ma se ha dei dipendenti avrà necessariamente un incremento dei costi di gestione».

Insomma, anche in provincia si sta vivendo quella che il direttore di Ascom Varese definisce una «fase di assestamento». Sapere quanto possa durare è abbastanza difficile a dirsi, probabilmente qualche mese. «Al momento – sottolinea Tanzi- abbiamo una fotografia a macchia di leopardo, dove si vedono momenti di panico, disguidi, lamentele per i costi in aumento. Questo è tra l’altro l’aspetto che preoccupa di più i gestori che già hanno dei margini veramente risicati. Non si tratta di una professione ricca e le spese necessarie per gli strumenti informatici o eventuali straordinari non vengono viste di buon occhio. Possiamo dire che la macchina non ha ancora ingranato la marcia giusta: serve sicuramente del tempo».

Servono subito correzioni o sarà caos

«Condividiamo le motivazioni che hanno portato all’adozione della fatturazione elettronica, ma vogliamo evitare il caos nelle stazioni di rifornimento carburanti ed auspica che, nel breve, si pensi a pratiche misure correttive». A chiederle è la Figisc, il sindacato dei gestori dei carburanti. Dall’avvio della fatturazione elettronica non sono, infatti, mancati episodi, segnalati al Sindacato dagli stessi operatori, che hanno ulteriormente accresciuto la preoccupazione dei gestori. «Come ad esempio la richiesta, peraltro legittima, di alcuni giovani – segnala Paolo Uniti, Segretario Nazionale Generale di Figisc – di emissione della fattura elettronica a fronte di un’erogazione di qualche euro di benzina nello scooter, oppure la dimenticanza di molti piccoli imprenditori dei propri dati di identificazione fiscale. Episodi che creano fila alle casse del distributore. Per non parlare delle email e dei codici identificativi errati». «Inoltre – prosegue Uniti – nei prossimi mesi i gestori carburanti dovranno affrontare una seconda rivoluzione digitale con l’obbligo dell’invio telematico dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate e, tra elaborazione di fatture elettroniche e invio telematico dei corrispettivi, qualcuno dovrà pur mettere il carburante nelle auto ed occuparsi degli altri servizi per l’automobilista». Emerge che «il meccanismo è complicato e porta via troppo tempo. Per registrare ogni cliente impieghiamo oltre cinque minuti. E non è poco, se si pensa alla coda che già si forma nelle ore di punta…» .