La differenziata cresce E “parla” anche arabo

La soglia del 65 per cento di raccolta differenziata è ormai a pochi passi. Ma per centrarla occorre la collaborazione di tutti. Per questo motivo, nella campagna “Varese manca poco”, lanciata da Aspem e Comune, insieme con A2a e Comieco, sono stati coinvolti cittadini, attività commerciali, comunità straniere e amministratori di condominio.

E proprio grazie alla collaborazione di questi ultimi sono in arrivo cinquecento pannelli, di un metro per quaranta centimetri, da collocare negli spazi comuni in cui viene riposta l’immondizia: saranno tradotti in tre lingue – ossia inglese, francese e arabo – e riporteranno le istruzioni pratiche per suddividere correttamente i rifiuti, in modo da contribuire al potenziamento della differenziata. «La richiesta di questi cartelli – spiegano dalla sede dell’ex municipalizzata – ci è stata fatta dagli amministratori di condominio che hanno subito collaborato al nostro progetto e contiamo possano essere dei preziosi strumenti per aiutare a differenziare in modo corretto».

I pannelli – è bene precisarlo – saranno consegnati solo a quegli amministratori che hanno già sposato l’iniziativa di Aspem, fornendo il proprio contributo fin dall’inizio, e non a tutti coloro che ora ne faranno richiesta. Ma, oltre a questo, a procedere spedito è il piano di collaborazione con sette scuole superiori del territorio, raggiungendo 6.358 ragazzi a cui si devono aggiungere docenti e personale scolastico: dopo il classico Cairoli e lo scientifico Ferraris, istituti “pilota”, nel corso di quest’anno si aggiungeranno pure Newton, Einaudi, De Filippi, Frattini e Scuola Europea. I ragazzi sono stati coinvolti in prima persona in iniziative di sensibilizzazione, arrivando anche a “sezionare” – muniti di tutte le precauzioni igieniche del caso – i rifiuti prodotti in classe.

Insomma, grazie al contributo di tutti, il traguardo del 65 per cento di differenziata (all’inizio della campagna Varese si attestava a quota 62) dovrebbe essere raggiunto entro la fine di quest’anno, quindi con largo anticipo rispetto al termine imposto dalla normativa al 2020. «Al di là degli obiettivi imposti dalla legge, stiamo lavorando affinché il coinvolgimento dei cittadini a rendere sempre più pulita e vivibile la nostra città si possa realizzare in tempi brevi – ha affermato nelle scorse settimane il presidente di Aspem Alessandro Azzali, presentando il progetto -. Solo con il coinvolgimento diretto in progetti come questo, infatti, è possibile attuare il cambiamento di comportamenti collettivi, ancora di più che con le sanzioni. Gli studenti hanno risposto in maniera entusiastica al progetto: questa è ancora una fase sperimentale, però, se vogliamo azzardare un pronostico, io direi che l’iniziativa va promossa».

Fino ad ora sono stati coinvolti 1800 studenti, tra Classico e Scientifico, e come detto si concluderà con il coinvolgimento di oltre seimila ragazzi, a cui va aggiunto a corpo docente e non docente, «per cui siamo in presenza di un progetto massiccio, perché coinvolgiamo l’equivalente di qualche paese circostante della realtà varesina – aveva rimarcato Azzali -. Conclusa la fase formativa, si tratta ora di mettere in pratica ciò che è stato appreso in ambito scolastico, con riverbero sull’intero tessuto sociale».