«La decantano come Busto capitaleperò senza WiFi è fuori dal mondo»

Volano bordate sulla scelta del Comune di non considerare il WiFi libero e gratuito in centro città come una delle priorità per l’amministrazione, tanto da non aver mai fatto nulla per promuoverlo e da non considerare neppure un prossimo investimento. La rete per tutti, in questo momento, è una possibilità ancorata unicamente a qualche colonnina piazzata dal Distretto del commercio (a meno che non ci si voglia attaccare abusivamente a qualche campo privato) ma che ha un raggio d’azione limitatissimo e soprattutto richiede tanta pazienza e poche possibilità di successo nel riuscire a collegarsi davvero.

«Davvero un bel figurone per la Busto Arsizio capitale, che nel 2017 rimane staccata dal mondo», sentenzia Massimo Brugnone, consigliere comunale del Pd e da sempre fautore di un sistema di connettività valido e senza costi per stare al passo con i tempi. «Non voglio fare l’esempio di Milano, ma anche quando sono stato in Irlanda a Bray, un paesino poco distante da Dublino, la rete viaggiava a mille, non costava un centesimo, si trovava anche sui bus. Sono quelli gli esempi a cui ispirarsi, tant’è che nel programma elettorale del centrosinistra l’avevamo messo come uno dei punti fondamentali». Così la posizione dell’assessore all’informatizzazione Alessandro Chiesa viene bocciata dall’inizio alla fine: «Basta trovare scuse, assurdo dire che ormai tutti hanno piani tariffari per cui devono usare i loro giga, qui parliamo di uno scatto tecnologico che va al passo coi tempi nei quali non solo le comunicazioni ma anche i servizi viaggiano sul web. E comunque è stupida anche la storia dei costi necessari per implementare la dotazione di antenne, perché ormai si tratta di un mercato interessante per le aziende e si può legare il potenziamento del WiFi anche alle sponsorizzazioni, oppure inserirlo nelle opere necessarie quando si fa una ristrutturazione». Per Brugnone «bisogna dare forza a questo settore, non snobbarlo. Come ci eravamo battuti per mettere il WiFi libero in biblioteca centrando il risultato, insisteremo anche stavolta finché non avverrà qualcosa di intelligente anche su questo versante. Siamo pronti a dare una mano con delle idee utili che farebbero risparmiare un sacco. Ma non può la Busto capitale perdersi in un bicchier d’acqua. Ma in che mondo vivono questi qui?».

Eppure, nonostante il pressing, non pare che l’argomento stia facendo breccia dalle parti di Palazzo Gilardoni. Perché il sindaco Emanuele Antonelli la pensa come il suo assessore: «Non possiamo buttare via soldi per un servizio che a Busto avrebbe un uso limitatissimo. Non mi sembra di vedere orde di turisti in cerca della rete». E c’è di più: «Con la rivoluzione della telefonia in atto, fra qualche mese la connessione sarà ancora più agevole per tutti dallo smartphone, non credo che i nostri cittadini sarebbero contenti di sapere che i loro politici usano i soldi per predisporre un’opportunità di questo genere quando ci sono ben altre esigenze a cui rispondere e per le quali le risorse sono già adesso risicatissime».