La crisi degli elicotteri pesa anche nel 2017

Il Consiglio di amministrazione di Leonardo ha deciso di ridurre le guidance di ricavi ed Ebitda (il margine operativo lordo) del Gruppo per il 2017 per il «perdurare delle difficoltà» nel settore degli elicotteri. Lo si legge nella nota diffusa ieri al termine del cda che ha approvato i risultati dei primi nove mesi. In particolare, il target per i ricavi viene portato da circa 12 miliardi a 11,5-12, mentre quello per l’Ebitda da 1,25-1,3 a 1,05-1,1 miliardi. L’amministratore delegato Alessandro Profumo è però fiducioso sulle prospettive di crescita per il futuro.

«La performance dei primi nove mesi dell’anno è in linea con le attese per l’aeronautica e per l’elettronica, difesa e sistemi di sicurezza. Sono tuttavia emerse alcune criticità nel settore Elicotteri per le quali abbiamo già intrapreso una serie di azioni. Il 2017 sarà un anno più difficile del previsto ma confido nei punti di forza dei tre business principali del Gruppo e sono fiducioso delle prospettive di crescita nel medio-lungo periodo».

Da tempo queste difficoltà pesano su Vergiate e Cascina Costa di Samarate, l’ex AgustaWestland che, con l’ex Aermacchi di Venegono Superiore, completa il binomio varesino con le ali. Pur in questo contesto incerto, per gli elicotteri l’andamento a settembre mostra un livello di nuovi ordinativi in crescita. I risultati economici hanno risentito di rallentamenti negli avanzamenti produttivi, con una redditività che pur mantenendosi in doppia cifra, risulta in flessione. Capitolo aeronautica. «Dal punto di vista commerciale – si legge – il consuntivo ha registrato un buon andamento sia per la Divisione Velivoli sia per la Divisione Aerostrutture, con ordini superiori». Per le produzioni M-346 (il gioiello di Venegono) nel terzo trimestre sono stati completati tre velivoli, di cui uno destinato all’Aeronautica Militare italiana e due all’Aeronautica Militare polacca.

Leonardo intanto chiude dunque i primi nove mesi dell’anno con un risultato netto pari a 272 milioni, in calo del 23% rispetto allo stesso periodo del 2016, un risultato netto ordinario pari a 272 milioni di euro (-20,7%) e ricavi pari a 7,984 miliardi, sostanzialmente in linea (-0,6%) con lo scorso anno. Gli ordini sono pari a quasi 8 miliardi di euro, con una crescita organica del 5% grazie al contributo di tutte le divisioni. Il portafoglio ordini è pari a 33,931 miliardi e assicura una copertura in termini di produzione equivalente prossima ai 3 anni. L’indebitamento netto di gruppo è tendenzialmente in linea con quello registrato al 30 settembre 2016 (+3%).