La cripta può rivelare altri antichi segreti

La Prealpina - 29/11/2018

La cripta del Sacro Monte non ha smesso di rivelare segreti. Tre anni fa scavi e ricerche riaprirono la cripta romanica e portarono alla scoperta di un oratorio funerario di età altomedievale, addossato al fianco meridionale del santuario. Oggi, si torna a scavare. Perché vi sono tre sepolture, giudicate dagli esperti rilevanti. Non solo come tombe. L’obiettivo è di comprendere quando fu allestito il sacello funerario – cioè la piccola cappella – nel quale sono state individuate. Ciò significa che le tre tombe che in origine erano ad arcosolio (cioè incassate in una parete e sovrastate da una nicchia) possono aiutare a svelare luoghi di culto ancora più antichi di quelli documentati. L’antica chiesa trasformata in cripta risale al IX-X secolo. Gli esperti sono molto prudenti e non annunciano scoperte o ritrovamenti che non sono ancora stati fatti. Sono però consapevoli della grandezza delle testimonianze individuate e non indagate negli anni scorsi, quando venne riaperta al pubblico la cripta. Ora il progetto della Parrocchia di Santa Maria del Monte, del la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e altri enti è di fare proseguire quegli scavi. Di spiegare di più di quelle tombe e dell’ambiente nel quale erano inserite, che ora è in sostanza la sala-corridoio sopraelevata che immette nella cripta restaurata, sotto l’altare maggiore del santuario di Santa Maria del Monte. Chiunque può passarvi accanto, camminando sulla passerella sopraelevata, e può gettare lo sguardo. Una ricostruzione archeologica e storica è però prematura. A questa lavoreranno nei prossimi mesi gli esperti. Così come, poco lontano, nella casa museo Pogliaghi, altri restauratori si occuperanno di togliere i segni del tempo al modello in gesso della porta del Duomo, riprodotta a grandezza naturale e custodita nella casa museo di chi la realizzò, Lodovico Pogliaghi, appunto.

Lo scavo nella cripta.

«Gli interventi condotti tra i 2013 e il 2015 hanno permesso di individuare anche parti strutturali di un edificio che probabilmente risale al V-VI secolo dopo Cristo e di un sacello funerario altomedievale – spiega Roberto Mella Pariani di Archeo Studi di Bergamo -. L’indagine archeologica è proseguita in corrispondenza del grande vano sottostante la navata meridionale del santuario e qui, l’osservazione di una lievissima e anomala arcata di uno spigolo murario, ha portato alla scoperta di un oratorio funerario d’età altomedievale». Dunque gli scavi delle tre sepolture sono essenziali per ricondurre a un «range cronologico ristretto e per fornire elementi utili alla datazione del sacello funerario».

L’altro progetto che impegnerà la Parrocchia e gli altri enti riguarda invece il gesso della porta centrale del Duomo di Milano che spicca nell’atelier dove fu assemblato da Lodovico Pogliaghi il modello originale (nel 1906, per avere una idea dei tempi di realizzazione, i battenti erano stati conclusi e inaugurati). All’opera, l’artista che allestì il suo atelier-rifugio-museo personale ora aperto al pubblico al Sacro Monte, servono ora interventi mirati. «Vi sono depositi di varia natura, dalla polvere al terriccio, in alcuni punti vi sono dei sollevamenti della pellicola pittorica e numerose fessurazioni – spiega Michele Barbaduomo del laboratorio San Gregorio -. Inoltre vi sono aree dove le fessurazioni hanno fatto perdere il supporto, come in corrispondenza del braccio della Madonna nella salita al calvario».

Tutti possono finanziare il progetto

Da lunedì sarà operativa sulla piattaforma online (produzionidalbasso), la raccolta fondi popolare per sostenere i nuovi progetti di ricerca archeologica e restauro al Sacro Monte. Il microfinanziamento popolare con la campagna di crowdfunding (al quale ci si può collegare tramite applicazione web e servizi mobili) si pone l’obiettivo di raggiungere la raccolta di 15mila euro. Gli interventi previsti nella cripta e il restauro del modello in gesso della porta del Duomo conservato nella casa museo Pogliaghi, hanno un valore complessivo stimato in 65mila euro. Una parziale copertura dei costi è stata ottenuta dalla Regione Lombardia. Gli altri fondi necessari saranno reperiti sia con il progetto di microfinanziamento sulla piattaforma digitale sia con un’azione di fundraising tradizionale, promuovendo il progetto nelle aziende e società. Il ritorno, per i finanziatori, sarà garantito da eventi organizzati e visite guidate dedicate ed esclusive ai cantieri.

L’iniziativa è promossa dalla Parrocchia di Santa Maria del Monte come ente capofila in partnership con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Il progetto gode del sostegno della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte, della Fondazione Pogliaghi, di Arcidiocesi di Milano, Università dell’Insubria, Università Cattolica del Sacro Cuore e Università degli studi di Milano. La presentazione dell’evento si è svolta alla Camera di commercio, che ha tra le sue mission anche il sostegno del territorio e la promozione culturale. Oltre a Marina Albeni ed Elena Castiglioni di Archeologistics sono intervenuti l’assessore alla Cultura di Varese Roberto Cecchi, il sovrintendente Luca Rinaldi, Mario Zeni della Fondazione Pogliaghi.